CESANO MADERNO SI TINGE DI ROSA: PASSI DI SPERANZA, RICORDI CHE VIVONO E CUORI UNITI PER LA RICERCA

19.10.2026

di Luisa Procopio

La PittaRosso Pink Parade trasforma le strade della città in un abbraccio collettivo dedicato alla prevenzione e alla ricerca scientifica. Una giornata di solidarietà che, nel ricordo di Alessandra Rizzi, rinnova il valore della vita, della vicinanza e della forza di una comunità capace di camminare insieme.

Ci sono giornate che non si misurano in chilometri, ma nelle emozioni che lasciano dentro. Giornate in cui un semplice passo diventa una promessa, un sorriso si trasforma in incoraggiamento e un colore riesce a raccontare storie che le parole, da sole, non potrebbero mai esprimere. A Cesano Maderno, la PittaRosso Pink Parade è stata tutto questo: una straordinaria manifestazione di solidarietà, un momento di condivisione autentica e un abbraccio collettivo rivolto alla ricerca scientifica, alla prevenzione e a tutte le persone che affrontano, o hanno affrontato, il difficile cammino della malattia oncologica.

Il rosa ha invaso la città, ma soprattutto ha raggiunto i cuori. Dietro ogni partecipante, ogni presenza e ogni gesto di generosità c'era una motivazione personale, un affetto da custodire, una battaglia da sostenere o il desiderio di contribuire a un futuro in cui la ricerca possa offrire nuove possibilità di cura. Perché camminare insieme significa molto più che condividere un percorso: significa scegliere di esserci, di non restare indifferenti e di trasformare la solidarietà in un impegno concreto.

La PittaRosso Pink Parade sostiene Fondazione Umberto Veronesi ETS e il suo importante lavoro a favore della ricerca scientifica, con particolare attenzione alla prevenzione e ai tumori femminili. È un'iniziativa che ricorda quanto siano fondamentali la diagnosi precoce, l'informazione e la consapevolezza. Ogni passo diventa così un messaggio rivolto al futuro, un piccolo contributo a una causa che riguarda tutti e che ci invita a non dare mai per scontato il valore della vita.

Ma a Cesano Maderno questa giornata ha avuto un significato ancora più profondo, legato a una storia che continua a vivere nella memoria e nell'affetto di tante persone: quella di Alessandra Rizzi.

Alessandra Rizzi, il cuore che continua a camminare

Ci sono persone che lasciano un segno destinato a resistere al tempo. Persone la cui presenza continua a farsi sentire anche quando non possiamo più stringerle in un abbraccio, perché ciò che hanno donato agli altri rimane, cresce e trova nuove strade per manifestarsi.

Alessandra Rizzi, ex Pink Ambassador di Fondazione Veronesi, ci ha lasciati nel gennaio 2022, ma il suo ricordo è diventato il cuore pulsante della Pink Parade cesanese. La sua capacità di creare legami, trasmettere energia e avvicinare le persone ha lasciato un'eredità preziosa, trasformata in un progetto capace di coinvolgere l'intera comunità.

A raccogliere questo messaggio sono state Chiara Vaghi e Daniela Copreni, care amiche di Alessandra, che hanno scelto di trasformare il dolore della perdita in un impegno concreto, organizzando l'evento diffuso sul territorio. Un gesto d'amore che dimostra come la memoria possa diventare qualcosa di vivo, capace di generare incontri, alimentare speranza e sostenere una causa importante.

La presenza della famiglia di Alessandra, con il marito, le figlie, il papà e il fratello, ha reso ancora più intenso questo momento. In ogni passo della camminata si è percepito il valore di un ricordo che non si spegne, di un legame che continua oltre l'assenza e di un amore che trova nella solidarietà una nuova forma per esistere.

Alessandra ha camminato simbolicamente accanto a tutti. Nei sorrisi, negli sguardi, nell'impegno delle volontarie e nella partecipazione di chi ha scelto di esserci. Il suo nome è diventato un filo invisibile capace di unire storie diverse sotto lo stesso cielo rosa.

E forse è proprio questo il significato più profondo della giornata: non permettere che una storia si interrompa con una perdita, ma continuare a farla vivere attraverso ciò che può ancora generare.

Una comunità che sceglie di esserci

La solidarietà, però, non nasce soltanto dai grandi gesti. Si costruisce attraverso la disponibilità, il tempo dedicato agli altri, il lavoro silenzioso e quella generosità quotidiana che spesso non cerca applausi, ma riesce a fare la differenza.

Un ringraziamento speciale è andato a Marina De Bonis, Pink Ambassador di Fondazione Veronesi fin dal 2014, anno di nascita del progetto, e dal 2017 volontaria e referente dei volontari di Monza e Brianza. La sua testimonianza rappresenta un esempio di impegno costante e di vicinanza a una rete di persone unite dalla ricerca e dalla prevenzione.

Accanto a lei, Chiara Vaghi e Daniela Copreni hanno dato forma a una giornata costruita con passione e determinazione, dimostrando quanto l'amicizia possa diventare una forza capace di coinvolgere un intero territorio.

La partecipazione delle istituzioni ha sottolineato il valore collettivo dell'iniziativa. Il sindaco di Cesano Maderno, Gianpiero Bocca, e l'assessore allo Sport, Rosanna Arnaiboldi, hanno preso parte alla manifestazione, accompagnata dal supporto del Comune, dell'Ufficio Cultura e della Polizia Locale.

Fondamentale anche la presenza dei volontari dell'Associazione Nazionale Carabinieri e del Gruppo Alpini di Cesano Maderno, insieme agli allievi della classe 1 Vendite del CIOFS, che hanno contribuito ad allestire la partenza e l'arrivo con palloncini colorati.

Piccoli dettagli, gesti concreti, mani che collaborano: è anche attraverso questi contributi che una manifestazione si trasforma in una festa di comunità. Il Gruppo Alpini ha inoltre preparato il tè caldo per accogliere i partecipanti al termine della camminata, mentre il supermercato Sigma di Binzago ha donato i pacchetti di biscotti destinati al ristoro.

Un'accoglienza semplice e genuina, capace di aggiungere calore a una giornata già ricca di significato.

Il valore della memoria, oltre il dolore

La PittaRosso Pink Parade di Cesano Maderno ha abbracciato anche un'altra memoria dolorosa, profondamente legata al territorio: quella della tragedia di Stava del 19 luglio 1985, quando il crollo dei bacini di decantazione della miniera di Prestavel provocò una devastante colata di fango, causando la morte di 268 persone.

Tra le vittime c'erano anche due giovani cesanesi, Paolo e Davide Disarò, rispettivamente di 24 e 23 anni, e i coniugi Santambrogio di Binzago.

Ricordarli, a oltre quarant'anni da quella tragedia, significa riconoscere che alcune ferite non appartengono soltanto alle famiglie che le hanno vissute, ma diventano parte della memoria collettiva. Il ricordo dei fratelli Disarò è stato tramandato anche attraverso le borse di studio a loro intitolate, istituite due anni dopo la tragedia e giunte quest'anno alla trentottesima edizione.

La presenza degli zii di Paolo e Davide all'arrivo ha rappresentato un ulteriore momento di vicinanza e testimonianza.

Storie diverse, dolori differenti, ma un messaggio comune: la vita è preziosa e la memoria acquista significato quando diventa responsabilità, attenzione verso gli altri e desiderio di costruire un futuro migliore.

Ogni passo è una promessa

Quando la camminata si è conclusa, ciò che rimaneva non era soltanto il ricordo di una manifestazione riuscita, ma la consapevolezza di aver condiviso qualcosa di importante. Le strade attraversate, i sorrisi incontrati e le mani tese raccontavano una comunità capace di unirsi intorno a un obiettivo che va oltre ogni differenza.

La ricerca ha bisogno di sostegno, la prevenzione ha bisogno di essere conosciuta e chi affronta la malattia ha bisogno di sapere che non è solo. Sono messaggi che non possono esaurirsi in una singola giornata, perché richiedono attenzione e impegno ogni giorno dell'anno.

A Cesano Maderno, il rosa ha dato voce a tutto questo. Ha ricordato Alessandra, Paolo, Davide e tutte le persone che continuano a vivere nei pensieri e negli affetti di chi resta. Ha dato spazio alla generosità dei volontari, alla partecipazione delle famiglie e alla forza di chi sceglie di trasformare un'esperienza personale in un'occasione di sensibilizzazione per tutti.

La PittaRosso Pink Parade finisce, ma il suo messaggio non si ferma al traguardo. Continua nelle scelte quotidiane, nell'attenzione alla prevenzione, nel sostegno alla ricerca e nella capacità di tendere una mano a chi attraversa un momento difficile.

Perché non sempre possiamo cambiare il destino, ma possiamo scegliere come stare accanto agli altri. Possiamo sostenere chi cerca nuove cure, incoraggiare chi lotta e custodire chi non c'è più trasformando il ricordo in qualcosa di buono.

E allora, il rosa di Cesano Maderno non è soltanto il colore di una camminata. È il colore della speranza che resiste, dell'amicizia che si fa impegno, della memoria che diventa amore e di una comunità che non vuole lasciare indietro nessuno.

Per Alessandra, per chi lotta, per chi ricorda e per chi crede nella forza della ricerca. Ogni passo è una promessa, ogni gesto è un segno d'amore e ogni cammino condiviso ci ricorda che, anche nei momenti più difficili, nessuno dovrebbe sentirsi solo.

Perché la solidarietà non ha un traguardo: continua ogni volta che scegliamo di esserci.

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