«Ciao Tia, questo è un bacio per te»: il cielo di Maslianico si tinge dei colori di Mattia, il ragazzo che continuerà a giocare nel cuore dei suoi compagni
di Luisa Procopio
Ci sono ragazzi che lasciano un segno così profondo da continuare a essere presenti anche quando la vita li strappa troppo presto all'abbraccio di chi li ama. Domenica 18 ottobre, al centro sportivo di Maslianico, il calcio si è fermato per ricordare Mattia Augliaro. E per qualche istante, tra il dolore e le lacrime, il cielo è diventato il posto più vicino per mandargli un bacio.
Ci sono assenze che fanno rumore. Si sentono negli spogliatoi prima di una partita, in un pallone che rotola sul campo, in una maglia che non aspetta più il suo proprietario. Si sentono soprattutto quando ci si guarda intorno e ci si accorge che manca qualcuno che, fino a poco tempo prima, era parte di tutto. Di una squadra, di un gruppo di amici, di una quotidianità fatta di allenamenti, scherzi, sacrifici e sogni condivisi.
Per l'Ardisci Maslianico, quel qualcuno ha un nome e un soprannome che custodisce un mondo intero: Mattia Augliaro, per tutti semplicemente Tia.
Un ragazzo di appena 21 anni, una vita davanti, tanti progetti ancora da realizzare e quella passione per il calcio capace di regalare emozioni, amicizie e un senso di appartenenza difficile da spiegare a chi non ha mai indossato una maglia insieme agli altri. Mattia studiava Scienze del Turismo all'Università dell'Insubria ed era profondamente legato al suo territorio e alla sua squadra. Con l'Ardisci Maslianico non era soltanto un giocatore: era una presenza importante, uno di quei ragazzi capaci di lasciare un segno nel gruppo, dentro e fuori dal campo.

Poi, nella notte tra il 15 e il 16 maggio 2026, un tragico incidente stradale a Como ha spezzato la sua vita, lasciando nello sconforto la famiglia, gli amici e tutti coloro che gli volevano bene. Una notizia difficile da accettare, soprattutto quando a morire è un ragazzo così giovane, quando il futuro dovrebbe essere ancora tutto da scrivere e le domeniche dovrebbero continuare a profumare di erba, spogliatoi e partite da giocare.
Ma ci sono legami che non finiscono con un addio. Restano nei ricordi, nelle parole, nei gesti più semplici. E, soprattutto, restano nel cuore di chi continua a portare avanti ciò che insieme aveva costruito.

Una domenica per lui, una domenica con lui
Domenica 18 ottobre, al centro sportivo di Maslianico, in via Bugo, prima del fischio d'inizio della partita tra Ardisci Maslianico e ASD Calcio Piazza, i compagni di squadra hanno voluto dedicare a Tia un momento speciale. Un ricordo semplice, ma capace di racchiudere un amore immenso.
Il cielo era uggioso, grigio, di quelli che sembrano accompagnare con discrezione le giornate in cui il cuore ha bisogno di fermarsi. Eppure, quel pomeriggio, il grigio non è rimasto l'unico colore a raccontare la giornata.
A prendersi la scena sono stati il blu e il rosso: i colori tanto amati da Mattia, quelli che per lui significavano squadra, appartenenza, amicizia. I colori che i suoi compagni hanno voluto riportare in alto, come per ricordargli che, anche se non poteva più essere lì fisicamente, il suo posto non era stato dimenticato.
Perché una squadra non è soltanto un gruppo di giocatori che scendono in campo. È una famiglia che si costruisce allenamento dopo allenamento, che impara a conoscersi attraverso le vittorie e le sconfitte, che condivide la fatica e si rialza insieme. E quando viene a mancare uno dei suoi, soprattutto quando quel ragazzo è stato una presenza importante per tutti, nessun fischio d'inizio può essere davvero uguale a prima.
Prima che il pallone cominciasse a rotolare, il campo si è raccolto in un minuto di silenzio. Un minuto soltanto, scandito dall'assenza di parole, eppure pieno di tutto ciò che sarebbe stato difficile esprimere: il dolore, la nostalgia, i ricordi, la gratitudine per aver condiviso un pezzo di strada con lui.
Poi il fischio. E il cielo si è riempito di palloncini.

«Ogni palloncino è un ti voglio bene, Tia»
Uno dopo l'altro, i palloncini si sono alzati sopra il centro sportivo, portando con sé un messaggio che nessuna distanza può cancellare: «Ti voglio bene, Tia. Questo è un bacio per te».
Non erano soltanto palloncini che salivano verso il cielo. Erano parole rimaste in gola, abbracci che non si possono più stringere, ricordi che continuano a vivere dentro chi resta. Erano i baci di una squadra che ha voluto trovare un modo per parlare a Mattia, per dirgli che non è stato dimenticato e che il suo nome continuerà a essere pronunciato con affetto.
In quel momento, il cielo grigio di Maslianico si è colorato di bianco, blu e rosso. E forse, per chi era lì, non c'è stato bisogno di aggiungere altro.
Perché l'amore, quando è autentico, non ha bisogno di grandi discorsi. A volte basta un palloncino che sale, uno sguardo rivolto verso l'alto, una lacrima trattenuta a fatica. Basta quel soprannome, Tia, pronunciato con la confidenza di chi ha condiviso spogliatoi, risate, allenamenti e sogni.
E basta sapere che, anche se il destino ha interrotto troppo presto la sua partita, Mattia continua ad avere un posto nel cuore della sua squadra.

Una vittoria che porta con sé il suo ricordo
Dopo il momento del ricordo, il calcio ha ripreso il suo corso. Ardisci Maslianico e ASD Calcio Piazza sono tornate a concentrarsi sulla partita, perché il campo, per chi ama questo sport, è anche il luogo in cui le emozioni trovano una strada per esprimersi.
La gara è proseguita fino al 96° minuto, quando il fischio finale ha sancito la vittoria dei padroni di casa. A decidere l'incontro è stata la doppietta di Andrea Bignami, protagonista di una giornata destinata a rimanere nella memoria della squadra.
Una vittoria, certo. Due gol, tre punti, una partita combattuta fino all'ultimo. Ma, al di là del risultato, quella domenica aveva già regalato all'Ardisci Maslianico qualcosa che non compare in nessuna classifica: la possibilità di ritrovarsi, di ricordare e di trasformare il dolore in un gesto condiviso.
Non sappiamo quali pensieri abbiano attraversato la mente di ogni compagno mentre i palloncini si allontanavano. Ma possiamo immaginare quanto sia stato difficile tornare a giocare sapendo che Mattia non era più lì, e quanto, allo stesso tempo, possa aver dato forza sentire ancora così vivo il legame che li unisce.
Forse è anche questo il senso più profondo dello sport: insegnare che si può continuare a correre insieme, persino quando qualcuno non può più correre al nostro fianco.
Domenica 18 ottobre, a Maslianico, Mattia non ha potuto essere sul campo, condividere la partita o festeggiare i gol. Eppure, il suo nome era lì, nei colori, nel silenzio, nei palloncini e in ogni sguardo rivolto al cielo.
Perché ci sono persone che lasciano un segno che va oltre il ruolo che ricoprivano in squadra. Ci sono maglie che restano appese negli spogliatoi, ma non perdono il loro significato. E ci sono ragazzi che se ne vanno troppo presto, lasciando dietro di sé un vuoto impossibile da colmare, ma anche un amore che nessun addio può portare via.
Ciao Tia. Il cielo di Maslianico si è colorato per te. E finché ci sarà qualcuno disposto a guardarlo e a mandarti un bacio, continuerai a essere parte della tua squadra. Perché certe presenze non svaniscono: cambiano posto, ma restano per sempre nel cuore.