DASYEL, “PAGINE APERTE”: QUANDO UN AMORE NON FINISCE, MA CONTINUA A VIVERE TRA LE PIEGHE DEL CUORE

13.10.2026

di Luisa Procopio

Dopo una lunga pausa discografica, Francesco Polizzi torna sulla scena musicale con "Pagine Aperte", una ballata pop rock intensa e malinconica che racconta la perdita di un amore vissuto nella maturità. Oltre 700.000 interazioni sui social in meno di tre mesi e l'ingresso in 14 playlist di riferimento su Spotify accompagnano il ritorno di un artista che ha attraversato decenni di musica senza smarrire il desiderio di emozionare.

Ci sono amori che finiscono senza riuscire davvero ad andarsene. Restano nei luoghi che abbiamo condiviso, nelle canzoni che non riusciamo più ad ascoltare senza sentire una fitta nel petto, nei silenzi che improvvisamente diventano più rumorosi delle parole. Restano soprattutto dentro di noi, custoditi in quella parte dell'anima dove il tempo sembra perdere il proprio significato. È da questo spazio intimo, fragile e profondamente umano che nasce Pagine Aperte, il singolo di debutto di DASYEL, nome d'arte di Francesco Polizzi, pubblicato nel giugno 2026 e rilanciato a settembre al Music Place di Milano, nell'ambito della rassegna Promuovi la tua musica.

Una canzone che non si limita a raccontare la fine di una relazione, ma prova a entrare in quel territorio misterioso in cui un sentimento continua a esistere anche quando la quotidianità ha preso un'altra direzione. Perché alcune storie non si cancellano con una separazione: cambiano forma, diventano ricordi, domande sospese, emozioni che riaffiorano quando meno ce lo aspettiamo.

«Pagine Aperte racconta la perdita nel mio trascorso tempo di un amore, vissuto in età matura», spiega l'artista. «È un mare di silenzi, un labirinto di ricordi in cui due anime continuano a danzare insieme».

Parole che racchiudono il cuore del brano e ne anticipano la dimensione emotiva: quella di un amore che, pur appartenendo al passato, continua a muoversi dentro la memoria, come una melodia che non smette di risuonare.

DASYEL, una storia musicale che ritrova la propria voce

Dietro il progetto DASYEL c'è Francesco Polizzi, classe 1955, musicista, cantante, polistrumentista e produttore italiano. La sua storia affonda le radici nella stagione pop rock degli anni Settanta e Novanta, attraversando esperienze artistiche, palchi e collaborazioni che hanno contribuito a costruire un'identità musicale versatile e riconoscibile.

Nel 1978 viene notato da Filiberto Ricciardi, storica voce dei Gens e degli Opera, che ne intuisce le capacità come cantante e batterista e ne cura la produzione a Milano presso la SAAR. Nasce così il gruppo pop Il Diario, il cui 45 giri Piccolo Pierrot, con testo di Carla Vistarini, ottiene visibilità sui principali media nazionali e porta la band a diverse apparizioni televisive sulle reti RAI e su Telemontecarlo.

Negli anni Novanta Polizzi prosegue il proprio cammino con la band K2. Nel dicembre 1991 raggiunge la finalissima di Sanremo Famosi su Rai 1, presentando al Teatro del Casinò di Sanremo, in veste di autore, batterista e produttore, il brano Fiume, interpretato da Luisa Taglialavore. Un'esperienza che si inserisce in una stagione musicale ricca di fermento e nuove voci.

Poi arriva una lunga pausa dalla carriera discografica. Polizzi si dedica alla professione di dottore commercialista e revisore legale, senza che il legame con la musica perda il proprio significato.

Fino al giugno 2026, quando decide di riaprire quel capitolo rimasto in attesa e dare vita al progetto solista DASYEL. Non un semplice ritorno, ma una nuova possibilità di espressione, maturata attraverso il tempo e l'esperienza. Perché la musica non appartiene soltanto alla giovinezza: può tornare a chiamarci in ogni stagione della vita, quando abbiamo ancora qualcosa da raccontare e il desiderio di condividerlo.

"Pagine Aperte", il suono di un sentimento sospeso

L'emozione del testo trova una dimensione sonora costruita con cura, nella quale ogni strumento contribuisce a delineare l'atmosfera della canzone. L'arrangiamento si apre con l'intimità di un arpeggio di chitarra elettrica pulita, accompagnato dai tappeti caldi dei sintetizzatori dal carattere synth pop. Un inizio delicato, quasi un invito a entrare in punta di piedi nei ricordi di chi canta.

Progressivamente, però, il brano si anima. La sezione ritmica in quattro quarti acquista intensità, sostenuta da una linea di basso prominente che accompagna l'ascoltatore verso un ritornello più energico, dove le chitarre acustiche si distinguono nettamente dai power chord distorti.

È un contrasto che riflette la natura stessa delle emozioni raccontate: la delicatezza della nostalgia e la forza dirompente del dolore, la quiete apparente dei ricordi e l'improvvisa intensità con cui possono tornare a farsi sentire.

Su questa architettura musicale si innesta la voce tenorile e graffiata di DASYEL, capace di dare corpo a un testo incentrato sulla sospensione temporale di un amore maturo. Una voce che non cerca di nascondere le asperità, ma le trasforma in parte integrante del racconto, restituendo alla canzone un carattere personale.

La produzione digitale, curata dallo stesso Polizzi all'interno della propria DAW, nasce da un lavoro attento all'equilibrio fra gli strumenti e alla definizione dei dettagli sonori. Per realizzarla, l'artista ha scelto di circondarsi di musicisti che uniscono legami storici e nuove energie creative.

Il Maestro Orazio Lupo, compagno d'arte nei K2 e legato a Polizzi da un sodalizio umano e musicale che risale al 1978, ha curato le tastiere, il pianoforte e i tappeti sonori. Francesco Polizzi ha firmato il brano, curando la parte ritmica, le percussioni e il mix e master dell'intera produzione. Gaetano Fontanazza, storico chitarrista dei K2, ha impreziosito l'arrangiamento con chitarre classiche ed effetti ricercati. Il giovane Gaetano Duca ha invece aggiunto interventi solisti dal carattere jazz rock, moderni e dinamici.

Il risultato è un incontro fra esperienza, sensibilità e ricerca, nel quale ogni contributo concorre a sostenere l'emozione senza sovrastarla.

Anche il videoclip ufficiale accompagna il progetto con una dimensione visiva affidata al regista e film maker Vincenzo Ingrassia.

Il ritorno che riapre le porte al futuro

I numeri registrati dal progetto nelle prime fasi del suo ritorno raccontano una risposta significativa: in meno di tre mesi, Pagine Aperte supera le 700.000 interazioni sui social ed entra in 14 playlist di riferimento su Spotify. A settembre DASYEL presenta il brano al Music Place di Milano per la rassegna Promuovi la tua musica, esibendosi in trio con Gaetano Duca e il Maestro Orazio Lupo. In quell'occasione riceve i complimenti del produttore e ingegnere del suono Marco Barusso e della direttrice artistica Fanya Di Croce.

È un nuovo capitolo che si apre per un musicista storico della provincia di Enna, deciso a rimettere al centro la propria identità artistica.

E forse il significato più bello di Pagine Aperte si trova proprio qui. Nel comprendere che il tempo può cambiare le persone, modificare le strade e trasformare le relazioni, ma non cancella necessariamente ciò che abbiamo vissuto. Ogni esperienza lascia una traccia, ogni amore ci consegna qualcosa e ogni ricordo può diventare una pagina della nostra storia.

Non tutte le pagine devono essere strappate per poter andare avanti. Alcune possono restare aperte, non per impedirci di ripartire, ma per ricordarci chi siamo stati e quanto siamo stati capaci di sentire.

Con questo singolo, DASYEL torna a raccontare la musica attraverso la maturità di chi ha attraversato stagioni diverse, senza rinunciare alla propria voce. E ci ricorda che non esiste un'età in cui smettere di sognare, né un tempo definitivo per ricominciare.

Perché, finché dentro di noi esisterà una storia da raccontare, ci sarà sempre una pagina pronta ad accogliere nuove parole.

E forse è proprio questo il segreto delle canzoni che restano: non prometterci di dimenticare, ma aiutarci a dare un senso a ciò che non abbiamo mai smesso di portare nel cuore.

Share