GX FASHION WEEK PARIS: QUANDO LA MODA INCONTRA L’ARTE, IL FUTURO PRENDE FORMA E I SOGNI DIVENTANO COUTURE
di Luisa Procopio
Al Musée Banksy di Parigi, Gentiana Dervishi firma una serata in cui creatività, identità e innovazione si intrecciano. La moda albanese conquista la scena internazionale accanto a designer affermati e giovani talenti, trasformando la passerella in un racconto di emozioni, tecnologia e umanità.
Ci sono serate in cui la moda smette di essere soltanto un abito da indossare e diventa una storia da vivere. Serate in cui un tessuto racconta un'emozione, una silhouette diventa una dichiarazione di libertà e una passerella si trasforma in una finestra spalancata sul futuro. È ciò che è accaduto il 3 ottobre a Parigi, dove la GX Fashion Week, ideata da Gentiana Dervishi, ha scelto una cornice fuori dagli schemi: il Musée Banksy, luogo in cui l'arte urbana incontra la provocazione e l'immaginazione rompe le convenzioni.
Dopo l'appuntamento milanese del 28 settembre, nello storico Palazzo Giureconsulti, a pochi passi dal Duomo, la GX Fashion Week è tornata nella capitale francese per la sua quinta edizione parigina, inaugurando una nuova collaborazione capace di mettere in dialogo moda, cultura e sperimentazione. Una scelta che non è soltanto scenografica, ma racconta una precisa visione: la creatività cresce quando incontra mondi differenti, quando osa attraversare confini e quando trova il coraggio di parlare un linguaggio nuovo.
Al centro di questo percorso, l'Albanian International Fashion Federation (AIFF), la Camera della Moda albanese, che ha patrocinato e rappresentato gli stilisti albanesi presenti, portando sulla scena internazionale una nuova generazione di creativi e un patrimonio culturale che guarda lontano senza dimenticare le proprie radici.
La presenza di Dritan Tola, Ambasciatore d'Albania in Francia, e Mehdi Halimi, Ambasciatore del Kosovo, ha aggiunto prestigio a una serata che ha saputo unire moda e rappresentanza istituzionale, dimostrando come la creatività possa diventare un ponte tra Paesi, culture e sensibilità differenti.
Il futuro sfila, ma il cuore resta umano
Il filo conduttore di molte delle creazioni presentate a Parigi è stato il rapporto tra essere umano e tecnologia. Intelligenza artificiale, robotica, realtà virtuale e identità digitale sono entrate in passerella, trasformandosi in materia da interpretare e interrogare.
A dare forma a questa riflessione è stata la La Griffe Academy di Tirana, fondata da Estela Koni, che ha portato alla GX Fashion Week la Haute Couture Collection realizzata dai suoi studenti. Un progetto che affronta una delle grandi domande del nostro tempo: mentre la tecnologia diventa sempre più presente nelle nostre vite, che cosa rimane profondamente umano?
Il rosso, colore della passione, del sangue e dell'energia vitale, incontra il bianco, simbolo di purezza, pace e tradizione. Da questo contrasto nasce una narrazione visiva nella quale il futuro appare affascinante, talvolta freddo, ma mai completamente libero dal bisogno di emozioni autentiche. Il percorso trova una delle sue espressioni più significative nell'abito da sposa, simbolo di amore, famiglia e continuità: un richiamo alla bellezza dei legami in un mondo che cambia incessantemente.
Ad aprire la sfilata è stata BR8, con una creazione in pelle e ferro dal carattere futuristico, indossata dalla cantante che ha inaugurato lo show. Il bianco metallico e gli accenti rossi hanno trasformato l'abito in una dichiarazione visiva sulla tensione tra macchina e vita, controllo e sentimento.
Con ASSIN, Anisa Balika ha raccontato in An Impossible Love Story il passaggio dall'illusione alla dipendenza tecnologica, fino al rischio di smarrire il contatto con la realtà. Ermelinda Malqi, con il brand BENJAMIN, ha invece articolato il dialogo tra umanità e intelligenza artificiale attraverso tre fasi: HUMAN, MACHINE e HYBRID. Una progressione che immagina la trasformazione dell'identità nell'incontro con la tecnologia.
Anche Xhea Kaba, fondatrice dell'omonimo luxury brand nato nel 2024, ha esplorato il confine tra corpo umano e perfezione artificiale, trasformando due look in una riflessione sull'emozione e sulla memoria. Creazioni differenti, unite dalla stessa domanda: possiamo davvero immaginare il futuro senza interrogarci su ciò che siamo?

La bellezza delle radici, il coraggio di reinventarsi
Accanto alle visioni futuristiche, la GX Fashion Week ha lasciato spazio alla femminilità, alla memoria e all'eleganza senza tempo.
Deti Hoxha, con Deti Style, ha portato in passerella una femminilità contemporanea fatta di abiti da sera, completi raffinati e lavorazioni sartoriali. Marsela Grimci Sukni, con Pendium Sposa, ha presentato Lule Borë, una collezione bridal ispirata al bucaneve, fiore delicato che diventa metafora di purezza, rinascita e bellezza discreta.

La memoria si è trasformata in materia nelle creazioni di Etnik Shala, designer kosovaro che con ARKA ha reinterpretato il patrimonio del passato attraverso dettagli artigianali e un linguaggio contemporaneo. Le sue lavorazioni evocano ciò che viene custodito e tramandato: un'identità che non resta immobile, ma continua a vivere attraverso nuove forme.
È questo uno degli aspetti più affascinanti della moda: la capacità di guardare avanti senza cancellare ciò che è venuto prima. Un abito può diventare archivio di ricordi, testimonianza culturale, dichiarazione di appartenenza. E può farlo senza rinunciare alla libertà di reinventarsi.
Giovani talenti, grandi visioni
Una parte particolarmente significativa della serata è stata dedicata agli studenti e ai giovani designer formati dalle accademie di moda albanesi e balcaniche. Dietro ogni creazione si intravedevano ore di studio, prove, ricerca sui materiali e il desiderio di trasformare una passione in un percorso professionale.
L'Albanian Design Academy di Tirana, guidata da Elsida Pepa in collaborazione con il maestro Ardi Asllani, ha portato a Parigi giovani creativi pronti a confrontarsi con il panorama internazionale. Xhesika Dëshiri ha intrecciato storia, architettura e contemporaneità; Enejda Likalla, vent'anni, ha presentato la sua prima collezione, segnando una tappa importante del proprio percorso formativo.
Ezgi Özalan, attraverso Midnight Echo, ha raccontato una femminilità sospesa tra il blu della notte e la luce dorata, mentre Melina Skenduli, con MELI, ha celebrato la forza generatrice del femminile attraverso una collezione artigianale ispirata alle api e alla figura della regina.
Accanto a loro, Maylin Aguirre, che ha lavorato come modella per importanti marchi internazionali e ha maturato un significativo rapporto professionale con Azzedine Alaïa, ha portato la propria esperienza nel brand Maylin®, dedicato a una femminilità capace di valorizzare donne di età e forme diverse.

A completare il panorama creativo sono state le proposte dell'International Fashion Institute "Izet Curi" di Skopje, fondato nel 2014 e legato all'esperienza dello stilista e costumista Izet Curi. Le creazioni hanno attraversato universi differenti: lo spazio, la robotica, il cinema, la memoria e la relazione tra uomo e natura. Da DATA FIELD_01 di Nikola Eftimov, che traduce i dati digitali in un linguaggio visivo, a Archaeology of the Future di Sofija Petrova, nella quale il futuro assume l'aspetto di un reperto da riscoprire, la passerella si è trasformata in un laboratorio di idee.
Una passerella costruita da tante mani
Dietro la magia di uno show internazionale esiste un lavoro spesso invisibile, fatto di precisione, coordinamento e professionalità. Il team Hair & Make-Up, coordinato da Alex Radulescu, Diana Jaupi e Barbara Screti, ha accompagnato le diverse identità creative attraverso acconciature e make-up pensati per valorizzare ogni collezione.
Alessia Xhafa ha seguito il coordinamento del backstage e la successione delle uscite in passerella, mentre Alessio Marrari, Co-Organizer & Communications Director, ha curato la comunicazione e parte del coordinamento organizzativo, contribuendo alla costruzione dell'identità internazionale del progetto.
Un lavoro corale che ricorda come nessun grande spettacolo nasca da una sola persona: dietro ogni apparizione luminosa esistono mani, competenze e persone che condividono una visione.

Gentiana Dervishi: creare connessioni, aprire strade
Con la scelta del Musée Banksy e il coinvolgimento di AIFF, Gentiana Dervishi ha ampliato il percorso della GX Fashion Week, creando nuove connessioni tra moda, arte e formazione. Non una rottura con quanto costruito negli anni, ma un'evoluzione: un progetto che continua a cercare nuove opportunità per i designer e nuovi spazi in cui la creatività possa essere riconosciuta.
La serata parigina ha raccontato soprattutto questo: il talento non ha bisogno di un'unica provenienza per essere universale. Ha bisogno di occasioni, di confronto, di luoghi in cui essere visto e ascoltato.
E quando giovani stilisti, professionisti affermati, istituzioni e mondi artistici differenti si incontrano, la moda diventa molto più di una passerella. Diventa possibilità.
Perché gli abiti, alla fine, non vestono soltanto il corpo. Raccontano chi siamo, da dove veniamo e chi desideriamo diventare.
Al Musée Banksy, la GX Fashion Week ha trasformato la moda in una promessa: quella di un futuro in cui l'innovazione non cancelli l'umanità, le radici non impediscano di volare e ogni giovane talento possa trovare il coraggio di trasformare il proprio sogno in una creazione capace di lasciare il segno.