I Cartoonauti, quando la musica apre il cassetto dei ricordi
di Luisa Procopio
C'è un momento preciso, durante un concerto de I Cartoonauti, in cui succede qualcosa di magico. Le prime note risuonano nell'aria, il pubblico si guarda, sorride, e all'improvviso il tempo si piega su se stesso. Gli adulti tornano bambini, le preoccupazioni restano fuori dalla porta e il cuore corre veloce verso quei pomeriggi davanti alla televisione, quando bastava una sigla animata per sentirsi invincibili. I Cartoonauti non sono solo una band: sono una macchina del tempo emotiva, capace di trasformare la nostalgia in energia pura.
Nati dall'amore viscerale per le canzoni dei cartoni animati, I Cartoonauti hanno costruito nel tempo un progetto musicale originale e potente: reinterpretare le sigle che hanno segnato l'infanzia di intere generazioni, riarrangiandole con sonorità moderne, rock, pop, a tratti epiche, senza mai tradirne l'anima. Il risultato è un viaggio sonoro che parte dai mitici anni '80, attraversa decenni di immaginario collettivo e arriva dritto al cuore di chi ascolta.

Sabato 24 gennaio la band è stata ospite del programma Spazio Smile, un incontro che si è trasformato in un racconto intimo, sincero, fatto di emozioni vere. Davanti ai microfoni, I Cartoonauti si sono messi a nudo, parlando non solo della loro musica, ma soprattutto di ciò che accade ogni volta che salgono su un palco.
«L'emozione è sempre la stessa», hanno raccontato. «Ogni concerto è unico, perché unico è il modo in cui il pubblico reagisce». Ed è proprio lì che si compie il miracolo: vedere uomini e donne, spesso con figli al seguito, cantare a squarciagola, chiudere gli occhi, lasciarsi andare. «È incredibile assistere a questo ritorno all'infanzia. Gli adulti diventano bambini davanti a noi, e in quel momento capiamo che stiamo facendo qualcosa che va oltre la musica».
Non si tratta solo di eseguire delle cover. I Cartoonauti ricostruiscono un'emozione collettiva, danno nuova vita a melodie che non hanno mai smesso di vivere dentro chi le ha amate. Ogni arrangiamento è studiato per rispettare il ricordo, ma anche per sorprendere, per far vibrare quelle canzoni come se fossero nate oggi. È questo equilibrio delicato tra passato e presente che rende il loro progetto così autentico e coinvolgente.
Durante l'intervista a Spazio Smile è emerso anche il valore umano del percorso della band: la condivisione, l'amicizia, la consapevolezza di essere custodi di un patrimonio emotivo comune. «Quando suoniamo e vediamo il pubblico emozionarsi, cantare, sorridere, sappiamo che stiamo facendo la cosa giusta», hanno spiegato. «La musica dei cartoni animati ha accompagnato momenti felici della vita di tante persone, e poterli far rivivere è un privilegio enorme».
Inevitabile, poi, la domanda sulle collaborazioni più emozionanti. La risposta è arrivata senza esitazioni, con la voce che si incrina appena, come accade quando si parla di qualcosa di davvero importante: «Sicuramente quando Enzo Draghi ha cantato con noi sul palco». Un nome che, da solo, basta a evocare un'intera epoca. La voce di Enzo Draghi è stata la colonna sonora di sogni, avventure, battaglie immaginarie. Condividerne il palco ha rappresentato per I Cartoonauti la realizzazione di un sogno, la chiusura di un cerchio.
«Non era solo una collaborazione», hanno raccontato. «Era la storia che incontrava il presente. Cantare con lui significava dare un volto, una voce reale a qualcosa che per anni era stato parte della nostra fantasia». Un momento carico di emozione, non solo per la band, ma per tutto il pubblico, consapevole di assistere a qualcosa di irripetibile.
I Cartoonauti continuano così il loro viaggio, concerto dopo concerto, portando con sé un messaggio semplice ma potentissimo: non smettere mai di emozionarsi. In un mondo che corre veloce e spesso dimentica la leggerezza, loro ricordano a tutti che dentro ogni adulto vive ancora un bambino, pronto a cantare una sigla a memoria e a credere, anche solo per una sera, che tutto sia possibile.
E finché ci sarà qualcuno disposto a chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare da quelle note, I Cartoonauti avranno una missione da compiere: farci tornare a casa. Anche solo per la durata di una canzone.