LAURA BONO, VENT’ANNI DI MUSICA E DI VITA: QUANDO UNA CANZONE DIVENTA IL LUOGO IN CUI RITROVARE SE STESSI

27.09.2026

di Luisa Procopio

Ci sono canzoni che ascolti.E poi ci sono canzoni che, quando arrivano, sembrano conoscere già una parte di te.

"Non credo nei miracoli" appartiene a questa seconda categoria. Una di quelle canzoni capaci di attraversare il tempo, di rimanere legate a un momento preciso della nostra vita e, anni dopo, di tornare a bussare alla porta dei ricordi con la stessa intensità.

Dietro quella voce c'era una ragazza con un sogno enorme e una storia ancora tutta da scrivere. Il suo nome era Laura Bono.

Era il 2005 quando Laura salì sul palco del Festival di Sanremo e conquistò la vittoria nella categoria Giovani con "Non credo nei miracoli". Aveva davanti a sé un pubblico immenso, quello che può trasformare una voce sconosciuta in un volto riconoscibile da milioni di persone. Ma dietro il palco, dietro le luci e dietro quella canzone, c'era soprattutto una ragazza che stava vivendo uno dei momenti più importanti della propria vita.

Da quel momento qualcosa cambiò.

La musica smise di essere soltanto un sogno e diventò una strada. Una strada luminosa, certo, ma non sempre semplice.

Perché il successo raccontato da fuori è fatto di palcoscenici, applausi, fotografie e riflettori. Quello vissuto da un artista, invece, è fatto anche di attese, dubbi, cadute, ripartenze e domande alle quali non sempre esiste una risposta.

Laura Bono ha conosciuto entrambe le facce di questo viaggio.

E forse è proprio questo ad aver reso il suo percorso così autentico.

Dopo Sanremo arrivano nuove esperienze, nuovi incontri e anche la possibilità di condividere il palco con un artista come Vasco Rossi, un nome che appartiene alla storia della musica italiana. Un incontro che per una giovane cantautrice rappresenta inevitabilmente qualcosa di speciale e che contribuisce ad aggiungere un altro capitolo a una storia appena cominciata.

Ma Laura non rimane ferma dentro i confini italiani.

La sua musica viaggia, arriva all'estero e trova particolare attenzione anche in Finlandia, dove "Non credo nei miracoli" conquista l'airplay e "Oggi ti amo", nella versione realizzata con Tomi Metsäketo, raggiunge risultati importanti.

È una dimostrazione di quanto la musica possa essere universale.

Perché le parole possono cambiare lingua, i Paesi possono essere lontani, le culture possono essere differenti, ma un'emozione riconoscibile non ha bisogno di traduzione.

Poi arrivano altre esperienze.

Nel 2006 Laura partecipa a Music Farm, entrando in una dimensione completamente diversa da quella del palco tradizionale. Un'esperienza che mette gli artisti davanti al pubblico non soltanto attraverso le loro canzoni, ma anche attraverso la loro personalità, il loro carattere, le loro fragilità.

E anche questo diventa parte del viaggio.

Perché una carriera non è una linea perfettamente dritta. È un insieme di strade, deviazioni, incontri e ripartenze.

Laura Bono lo sa bene.

Negli anni successivi continua a costruire il proprio percorso, fino ad arrivare a un'altra importante esperienza artistica: Le Deva, il progetto che la vede condividere musica e palcoscenico con altre artiste.

Un'esperienza diversa, fatta di confronto, complicità e nuove energie.

Ma arriva sempre, nella vita di un artista, il momento in cui bisogna ascoltare una voce interiore.

Quella che chiede: "E adesso, chi voglio essere?"

Per Laura quella risposta passa ancora una volta attraverso la musica.

E così il cerchio torna, almeno idealmente, al punto di partenza: la dimensione solista, quella nella quale la voce non deve soltanto essere ascoltata, ma anche raccontare una persona che nel frattempo è profondamente cambiata.

Sono trascorsi vent'anni da "Non credo nei miracoli".

Vent'anni sono un tempo enorme nella vita di chiunque. Ancora di più nella vita di un'artista, perché dentro due decenni possono cambiare i suoni, le mode, il modo di vivere la musica, il rapporto con il pubblico e persino il modo in cui ci guardiamo allo specchio.

Eppure alcune cose rimangono.

Rimane quella voce.

Rimane quella capacità di trasformare un'emozione in una canzone.

Rimane soprattutto la voglia di non smettere di cercare.

Ed è proprio questa Laura, quella più vera e autentica, che sabato è stata ospite negli studi di Spazio Smile.

Davanti ai microfoni non c'era soltanto l'artista che abbiamo imparato a conoscere attraverso le sue canzoni, ma una donna pronta a raccontarsi, a ripercorrere momenti importanti della propria vita professionale e a condividere emozioni, ricordi e pensieri.

Laura si è raccontata senza filtri, lasciando da parte per un momento l'immagine costruita dal palcoscenico per mostrare ciò che esiste dietro le luci.

Ed è stato proprio questo a rendere il suo incontro con Spazio Smile così speciale: la possibilità di ascoltare una voce che conosciamo attraverso la musica e, allo stesso tempo, scoprire la persona che quella voce la porta dentro ogni giorno.

Un racconto sincero, diretto, umano.

Perché spesso è proprio quando un artista smette di parlare della propria carriera e comincia a parlare di sé che nasce il racconto più bello.

Nel 2026 Laura Bono apre un nuovo capitolo con "Luna Park", un titolo che sembra racchiudere perfettamente una metafora della vita e della musica: un luogo fatto di luci e ombre, salite e discese, vertigini, meraviglia e movimento.

Perché forse una carriera artistica è proprio questo.

Un grande Luna Park nel quale non sai mai quale sarà la prossima attrazione, ma continui a salire.

E oggi Laura non è più soltanto la ragazza che nel 2005 si affacciava sul palco dell'Ariston. È una donna e un'artista che ha attraversato stagioni diverse, conosciuto il successo, affrontato cambiamenti e imparato che non sempre bisogna avere tutte le risposte.

A volte basta continuare a camminare.

A volte basta una canzone.

A volte basta una voce che, dopo vent'anni, è ancora capace di arrivare dove deve arrivare.

Forse è questo il vero significato di un percorso artistico: non rimanere uguali, ma riuscire a riconoscersi anche dopo essere cambiati.

E Laura Bono oggi sembra trovarsi esattamente lì.

In quel punto meraviglioso in cui passato e futuro si incontrano.

Con alle spalle una canzone che ha segnato l'inizio di tutto e davanti a sé ancora tanta musica da scrivere.

Perché i miracoli, forse, non sono quelli che aspettiamo.

Sono quelli che accadono mentre continuiamo a credere nei nostri sogni.

E dopo vent'anni, Laura Bono è ancora lì.

Con un microfono in mano, una nuova canzone nel cuore e una storia che non ha ancora scritto l'ultima pagina.

Share