MANLEVA, “GOURMET”: LA VERA CONQUISTA NON È ARRIVARE IN CIMA, MA IMPARARE AD ASSAPORARE IL CAMMINO
di Luisa Procopio
Corriamo tutti. Inseguiamo obiettivi, rincorriamo sogni, accumuliamo impegni e ci convinciamo che la felicità arriverà al prossimo traguardo. Poi, quando finalmente raggiungiamo ciò per cui abbiamo tanto faticato, ecco che lo sguardo è già rivolto altrove. Un'altra meta, un'altra sfida, un'altra corsa. Ma quando abbiamo smesso di goderci ciò che conquistiamo? È da questa domanda, tanto semplice quanto profondamente attuale, che nasce "Gourmet", il nuovo singolo dei Manleva. Una canzone che ci invita a rallentare, a respirare e a riscoprire il piacere di assaporare la vita.
Ci sono canzoni che arrivano per farci ballare, altre che accompagnano i nostri pensieri e poi ci sono quelle che, quasi senza chiedere permesso, riescono a fermarci. "Gourmet", il nuovo singolo della band bolognese Manleva, appartiene proprio a quest'ultima categoria. Non perché voglia impartire lezioni o offrire risposte definitive, ma perché mette davanti ai nostri occhi una contraddizione nella quale, probabilmente, prima o poi ci siamo ritrovati tutti: desiderare qualcosa con ogni fibra del nostro essere e, una volta ottenuta, non concederci nemmeno il tempo di essere felici.
Disponibile dal 25 settembre in radio e sulle piattaforme digitali, "Gourmet" è molto più di un nuovo tassello nel percorso musicale del trio. È una riflessione sulla società contemporanea, sulla frenesia che accompagna le nostre giornate e su quella strana abitudine di considerare ogni conquista soltanto un punto di partenza verso qualcosa di nuovo.

Perché oggi sembra che fermarsi sia diventato quasi un lusso. Siamo continuamente proiettati verso il futuro, impegnati a programmare, costruire, migliorare, raggiungere. E mentre pensiamo a quello che ancora manca, rischiamo di dimenticare tutto ciò che abbiamo già realizzato. La soddisfazione dura pochissimo, il risultato perde rapidamente il suo sapore e la mente riparte, pronta a inseguire il prossimo obiettivo.
I Manleva hanno individuato proprio in questa dinamica il cuore del loro nuovo brano. Una riflessione che nasce anche dalla loro esperienza di musicisti, ma che supera ampiamente i confini del mondo artistico. Perché non riguarda soltanto chi sale su un palco, pubblica un disco o cerca di costruire una carriera. Riguarda tutti: chi lavora, chi studia, chi combatte quotidianamente per realizzare un progetto, chi cerca semplicemente di trovare il proprio posto nel mondo.
La band lo racconta attraverso un'immagine particolarmente efficace: quella del criceto nella ruota. Una metafora che descrive perfettamente la sensazione di correre continuamente, senza avere davvero il tempo di comprendere dove ci stiamo dirigendo. Ci muoviamo, fatichiamo, inseguiamo risultati, ma siamo davvero sicuri che tutta questa velocità ci stia portando verso qualcosa di migliore?
La risposta non è scontata. E forse non deve nemmeno esserlo.
"Gourmet" sceglie una strada diversa: quella della contemplazione. Immagina un momento sospeso, quasi fuori dallo spazio e dal tempo, nel quale le preoccupazioni, le ansie e le difficoltà affrontate lungo il percorso finalmente si dissolvono. È il momento in cui possiamo sederci, guardare ciò che abbiamo costruito e raccontarlo a un vecchio amico. Senza fretta, senza dover dimostrare niente a nessuno, senza pensare immediatamente alla prossima impresa.
È una piccola rivoluzione quotidiana: concedersi il diritto di essere soddisfatti.
E in questa scelta c'è qualcosa di profondamente umano. Perché siamo abituati a misurare il nostro valore attraverso ciò che facciamo, ciò che produciamo e ciò che riusciamo a ottenere. Molto meno attraverso la capacità di riconoscere il valore del presente. Eppure la vita non è fatta soltanto di grandi arrivi. È composta anche da quei momenti apparentemente insignificanti che, quando impariamo a guardarli davvero, diventano ricordi preziosi.
Dietro i Manleva c'è un progetto nato a Bologna nel 2020, in un periodo storico che ha messo a dura prova la socialità, le relazioni e soprattutto il mondo della musica. Il trio, formato da Andrea, Davide e Luca, ha trasformato quella particolare stagione in un'occasione per dare forma alla propria identità artistica, pubblicando il primo singolo, "Oggi salvo il mondo ma domani lavoro".
Da allora il percorso è cresciuto attraverso la pubblicazione di due album, oltre 80 concerti in tutta Italia e numerose esperienze condivise con artisti che hanno segnato la scena musicale alternativa nazionale. Meganoidi, Tre Allegri Ragazzi Morti, Bambole di Pezza, Après la Classe, Omar Pedrini, Paolo Capovilla, Cristiano Godano, Paolo Benvegnù e molti altri sono alcuni dei nomi con cui la band ha avuto occasione di condividere il palco.
Un cammino fatto di incontri, chilometri, musica e crescita, nel quale la dimensione dal vivo ha sempre convissuto con quella creativa. Pop, rock ed elettronica si intrecciano nelle loro composizioni, dando vita a un'identità sonora che valorizza anche la cura dei testi e l'attenzione per ogni dettaglio. Non è un caso che i Manleva sottolineino il valore del lavoro musicale realizzato da persone vere, riconoscendo a ogni musicista un contributo insostituibile.
Ed è proprio questa attenzione alla dimensione umana a rendere "Gourmet" particolarmente significativo. In un'epoca in cui tutto sembra dover essere immediato, veloce e continuamente aggiornato, il trio ci ricorda che esiste ancora un valore nel fermarsi, nell'ascoltare e nel riconoscere il lavoro fatto.
Forse non abbiamo bisogno di correre sempre più velocemente. Forse abbiamo bisogno di imparare a guardare meglio.
Perché un traguardo non è soltanto una casella da spuntare, una fotografia da pubblicare o un risultato da raccontare. È fatto di sacrifici, notti difficili, tentativi, rinunce, paure e coraggio. E tutto questo merita di essere celebrato, non dimenticato nel momento stesso in cui raggiungiamo la meta.
Con "Gourmet" i Manleva ci consegnano una riflessione che resta anche dopo l'ultimo ascolto. Ci invitano a riscoprire il gusto delle cose conquistate, a non lasciare che la rincorsa verso il domani cancelli la bellezza di ciò che abbiamo o