NERAPRILE, DENTRO L’OSCURITÀ NASCE UNA NUOVA LUCE: LA BAND MILANESE RISCRIVE “DENTRO MARYLIN” E SI REINVENTA
di Luisa Procopio
Ci sono canzoni che appartengono alla memoria collettiva. Brani che, appena iniziano le prime note, sembrano riportare indietro nel tempo, evocando immagini, emozioni e sensazioni che credevamo di conoscere perfettamente. E poi ci sono artisti che decidono di prendere quelle canzoni, attraversarle e portarle altrove.
È quello che fanno i NERAPRILE con "Dentro Marylin", il nuovo singolo in rotazione radiofonica dal 18 settembre per Maninalto! e tratto dall'omonimo album disponibile sulle piattaforme digitali dallo stesso giorno.
Una scelta tutt'altro che semplice, perché "Dentro Marylin" è uno dei brani più iconici degli Afterhours. Ma i NERAPRILE non provano a riprodurne la forza o a inseguirne l'identità originale. Scelgono una strada diversa: la fanno propria.

E così una canzone conosciuta diventa qualcosa di nuovo.
Synth lunghi e scuri, batteria sintetica essenziale, bassi pulsanti e una voce sospirata, teatrale, a tratti quasi istrionica costruiscono un'atmosfera sospesa, inquieta, profondamente personale. È una rilettura che procede per sottrazione, lasciando che siano il silenzio, la tensione e la voce a prendere progressivamente il sopravvento.
Il brano cresce lentamente.
Trattiene il respiro.
Accumula tensione.
E poi arriva la liberazione dell'ultimo ritornello.
È proprio in quel momento che la reinterpretazione dei NERAPRILE rivela fino in fondo la propria natura: non un omaggio costruito sulla nostalgia, ma un confronto diretto con una canzone che ha segnato una generazione e che oggi viene trascinata dentro un universo sonoro completamente diverso.
La band racconta di aver ascoltato e cantato "Dentro Marylin" centinaia di volte. E forse è proprio questa familiarità ad aver reso possibile la sfida più difficile: provare a dimenticare, almeno per un momento, ciò che quella canzone è stata per il pubblico e chiedersi cosa potesse diventare nelle mani dei NERAPRILE.
Il risultato è una versione che sembra muoversi in una stanza buia, illuminata soltanto da lampi improvvisi. L'elettronica diventa materia emotiva, i suoni costruiscono profondità e la voce sembra arrivare da una dimensione lontana, quasi onirica.
Ma "Dentro Marylin" non è soltanto il nuovo singolo.
È anche la porta d'ingresso dentro "NERAPRILE", l'album omonimo che racconta la trasformazione di tre musicisti provenienti da una stagione importante del punk e dell'indie italiano.
Giorgio, Luca e Sergio si incontrano a Milano alla fine del 2022 con un'esperienza alle spalle maturata nella scena musicale degli anni Duemila, ma con la volontà di non limitarsi a ripercorrere ciò che è stato.
Al contrario.
Il passato diventa il punto di partenza per una nuova ricerca.
Luca, producer e anima elettronica del progetto, porta con sé la capacità di costruire paesaggi sonori attraverso beats, sintetizzatori e textures. Giorgio, produttore artistico, contribuisce a definire la direzione del progetto, mentre Sergio, batterista dalla lunga esperienza, aggiunge una dimensione ritmica capace di dialogare con l'elettronica.
Tre sensibilità diverse che si incontrano in un territorio nel quale niente sembra completamente definito.
Ed è proprio questa indefinitezza a diventare una delle caratteristiche più affascinanti dei NERAPRILE.
Il loro universo musicale si muove tra elettronica, dark wave e sperimentazione, con chitarre dai toni scuri, bassi pulsanti e synth distorti che accompagnano testi in italiano fatti di immagini, inquietudini e frammenti di realtà.
"NERAPRILE" è un album composto da nove tracce e può essere letto come un viaggio dentro una dimensione interiore fatta di contrasti.
Il disco si apre con "RYX", primo capitolo di un percorso che attraversa tensioni, fragilità e conflitti interiori. Da lì, le tracce successive costruiscono una narrazione sonora fatta di sottrazioni, improvvise aperture, atmosfere cupe e momenti nei quali l'elettronica diventa quasi uno spazio mentale.
"IRNG", "BRC", "VLN", "Dentro Marylin", "ROY", "SNS", "RSP" e "SOF" completano un percorso che non sembra avere l'obiettivo di accompagnare semplicemente l'ascoltatore da una canzone all'altra, ma di trascinarlo dentro un'atmosfera.
Dentro un mondo.
Dentro una percezione.
È un disco che vive soprattutto di sensazioni.
Paure, emozioni, ricordi, inquietudini e dimensioni surreali si incontrano in un lavoro nel quale il passato dei tre musicisti non viene cancellato, ma trasformato.
«"NERAPRILE" rappresenta la nostra volontà di rinnovarci e reinventarci. Volevamo scrivere qualcosa che fosse lontano dai canoni che ci avevano definiti in passato», racconta la band. «L'elettronica e il dark wave ci hanno permesso di raccontare il nostro presente in un modo diverso».
Ed è forse questa la parola che meglio descrive il progetto: reinvenzione.
Perché tornare dopo anni non significa necessariamente recuperare ciò che si era.
A volte significa avere il coraggio di diventare qualcun altro.
I NERAPRILE scelgono di farlo senza rinnegare il proprio passato, ma trasformandolo in una nuova materia artistica. L'esperienza accumulata negli anni Novanta e Duemila incontra strumenti, linguaggi e atmosfere contemporanee.
Ne nasce un progetto che guarda avanti senza dimenticare da dove arriva.
E "Dentro Marylin" rappresenta perfettamente questo passaggio.
Una canzone già conosciuta viene privata, almeno in parte, della sua dimensione originaria e immersa in un paesaggio nuovo. Non perde la propria anima, ma ne mostra un'altra.
È un po' come osservare una fotografia conosciuta attraverso una luce diversa: l'immagine è la stessa, ma improvvisamente emergono dettagli che prima non avevamo notato.
Questo è il viaggio dei NERAPRILE.
Un viaggio tra ciò che siamo stati e ciò che possiamo ancora diventare.
Tra memoria e futuro.
Tra il rumore del passato e il silenzio necessario per ascoltare il presente.
"Dentro Marylin" apre questa porta con delicatezza e inquietudine, mentre l'album "NERAPRILE" invita ad attraversarla completamente.
E forse è proprio questo il fascino più autentico del progetto: non chiedere all'ascoltatore di tornare indietro, ma accompagnarlo in un luogo nuovo.
Un luogo fatto di ombre, elettronica, parole e visioni.
Un luogo nel quale il passato non è una gabbia, ma materia da trasformare.
Perché a volte, per ritrovare la propria voce, bisogna avere il coraggio di cambiare completamente il modo in cui la si ascolta.
I NERAPRILE lo fanno così.
E nel buio delle loro atmosfere, tra un synth e una voce sospirata, qualcosa comincia a brillare.
Non è nostalgia.
È una nuova identità che prende forma.