PETE JERSEY, QUANDO LE FERITE DEL PASSATO DIVENTANO MUSICA: “STORIE D’ANNATE” È IL RITRATTO DI UNA GENERAZIONE CHE CERCA ANCORA IL CORAGGIO DI INCONTRARSI
di Luisa Procopio
Ci sono storie che appartengono al presente, altre che arrivano da molto più lontano. Storie che sembrano iniziare con un incontro, con uno sguardo, con una promessa, ma che spesso affondano le proprie radici in ferite antiche, bisogni mai ascoltati, paure rimaste nascoste. È proprio dentro questa zona fragile dell'animo umano che Pete Jersey sceglie di entrare con la sua musica, trasformando emozioni, disillusioni e domande in un racconto sincero e sorprendentemente lucido.
Dal 25 settembre 2026 è disponibile sulle principali piattaforme digitali di streaming "Storie D'Annate", il nuovo EP di Pete Jersey, distribuito da ADA Music Italy e realizzato per Red&Blue Music Relations. Un progetto composto da cinque tracce che non si limitano a raccontare l'amore, ma ne esplorano le contraddizioni, le dipendenze, le illusioni e soprattutto quel bisogno, profondamente umano, di sentirsi scelti e compresi.

A fare da porta d'ingresso all'universo dell'EP è "Splendida", il singolo attualmente in rotazione radiofonica. Un titolo che sembra promettere una classica canzone d'amore, ma che Pete Jersey ribalta con intelligenza, ironia e una buona dose di autoironia.
"Splendida" racconta infatti l'incontro sbagliato e quel momento, non sempre facile, in cui ci si accorge che la persona che avevamo idealizzato non corrisponde alla realtà. Perché talvolta non ci innamoriamo davvero di qualcuno: ci innamoriamo dell'immagine che abbiamo costruito di quella persona.
È un meccanismo sottile, quasi invisibile. Guardiamo qualcuno attraverso i nostri desideri, riempiamo i suoi silenzi con ciò che vorremmo sentirci dire, trasformiamo piccoli gesti in grandi promesse. E quando finalmente la realtà emerge, scopriamo che quella perfezione esisteva soprattutto nei nostri occhi.
Pete Jersey riesce a raccontare questo disincanto senza appesantirlo, scegliendo una veste musicale brillante, ritmata e contemporanea, capace di strizzare l'occhio al sound di The Weeknd, mantenendo però una solida struttura melodica che richiama l'eredità di Giorgio Moroder. È proprio questo incontro tra passato e presente a rendere il brano particolarmente interessante: una canzone che parla di relazioni contemporanee attraverso un linguaggio sonoro capace di attraversare più generazioni.
Ma "Splendida" è soltanto una delle tessere di un mosaico molto più ampio.
"Storie D'Annate" è, prima di tutto, un viaggio dentro la complessità dei legami personali. Un viaggio nel quale bisogni e desideri possono confondersi fino a trasformare la dipendenza affettiva in qualcosa che chiamiamo amore. L'artista osserva queste dinamiche senza puntare il dito, ma con la consapevolezza di chi sa che per liberarsi davvero da certi meccanismi occorre prima riconoscerli.
Il titolo dell'EP racchiude proprio questa idea: le storie che viviamo oggi possono essere "d'annata" perché arrivano da lontano. Possono nascere da conflitti interiori irrisolti, da ferite maturate nell'infanzia, da dinamiche familiari disfunzionali che continuano, inconsapevolmente, a influenzare il modo in cui impariamo ad amare.
E allora la musica diventa anche uno strumento di consapevolezza.
Pete Jersey, nome d'arte di Piergiuseppe Gereschi, nasce a Roma nel 2003 e si avvicina alla musica giovanissimo. Prima arrivano gli strumenti armonici, chitarra e pianoforte, poi il canto. Una passione che inizialmente nasce quasi come diversivo e che con il tempo diventa una scelta precisa, un obiettivo da perseguire con determinazione.

La sua identità musicale guarda con particolare attenzione agli anni Ottanta e alla grande tradizione della West Coast americana. Fondamentale è la scoperta di Michael Jackson, attraverso album come "Thriller", che gli apre le porte di un universo sonoro destinato a lasciare un'impronta profonda sulla sua produzione.
Eppure "Storie D'Annate" non guarda soltanto al passato.
Parla soprattutto del presente. Di una generazione cresciuta dentro la rivoluzione digitale, costantemente connessa e, paradossalmente, sempre più sola.
Il concept dell'EP nasce proprio da un'immagine apparentemente banale: due ragazzi seduti su una panchina che, invece di parlarsi, comunicano attraverso i loro smartphone. Un'immagine quotidiana che diventa metafora di un'intera epoca.
Siamo connessi in ogni momento, possiamo raggiungere chiunque, scrivere a uno sconosciuto dall'altra parte del mondo, ricevere una risposta in pochi secondi. Eppure sembra diventato più difficile compiere il gesto più semplice: guardare qualcuno negli occhi e chiedergli di uscire.
Pete Jersey lo racconta con parole che arrivano dritte al cuore: la tecnologia può darci l'illusione di essere tutti vicini, mentre contemporaneamente costruisce nuove distanze.
Dentro questa riflessione trovano spazio le cinque tracce dell'EP: "Splendida", "Quando arriva la notte", "Come due acrobati", "My Dream Is Over" e "Via".
"Via", pubblicato ad aprile 2026, affronta la dipendenza affettiva. "Come due acrobati", uscito a maggio, parla invece della paura di esporsi, della ricerca di una comfort zone nei rapporti e di quel delicato equilibrio che accompagna ogni relazione.
"Quando arriva la notte" nasce durante una passeggiata notturna tra i vicoli di Roma e il Tevere e porta con sé un'atmosfera sospesa, intima, quasi cinematografica, capace di intrecciare suggestioni internazionali e grande melodia italiana.
Poi arriva "My Dream Is Over", ballad in inglese che rappresenta forse uno dei momenti più intensi dell'intero progetto: qui l'amore autentico riesce a superare l'orgoglio, sostenuto anche da una prestigiosa formazione internazionale composta da Joel Taylor, Stuart Hamm e Stefano Sastro.
Cinque brani, cinque prospettive, un'unica domanda: quanto di ciò che viviamo appartiene davvero al presente e quanto, invece, arriva da qualcosa che abbiamo vissuto molto prima?
Pete Jersey non pretende di avere tutte le risposte. Ed è proprio questo a rendere il suo progetto credibile.
La sua musica non offre facili soluzioni, ma invita a fermarsi, ascoltarsi, riconoscersi. A comprendere che la vera emancipazione passa dalla consapevolezza di sé e dalla capacità di guardare la realtà senza più filtri.
Affiancato dal musicista e produttore Marco Iacobini, con cui realizza tutte le tracce, Pete costruisce così un percorso personale che procede "senza fretta, ma senza sosta". Un percorso nel quale anche la fotografia diventa parte integrante della narrazione, grazie alla collaborazione con Simone Cecchetti, autore dello shooting dell'album e delle copertine dei singoli.
"Storie D'Annate" è quindi molto più di un EP.
È un diario emotivo contemporaneo. È una fotografia di ragazzi che cercano connessioni autentiche in un mondo che li spinge continuamente verso connessioni virtuali. È il racconto di chi scopre che amare non significa perdersi nell'altro, ma imparare prima di tutto a riconoscere se stessi.
E forse è proprio qui che Pete Jersey trova la sua voce più autentica: nel coraggio di trasformare le proprie fragilità in musica.

Perché alcune storie fanno male, altre ci cambiano. Ma quando diventano canzoni, possono finalmente smettere di essere soltanto ferite e trasformarsi in qualcosa di nuovo.
In una possibilità.
In una rinascita.
E "Storie D'Annate" sembra volerci ricordare proprio questo: per salvarsi da ciò che ci ha fatto soffrire, a volte bisogna avere il coraggio di guardare indietro, capire da dove veniamo e, finalmente, scegliere dove vogliamo andare.