QUANDO AMARE NON BASTA A CONOSCERE: NICOLA FERRARI E LE DOMANDE NASCOSTE NE “LE COSE CHE SAI”

15.09.2026

di Luisa Procopio

Ci sono canzoni che arrivano come un'esplosione. E poi ce ne sono altre che entrano lentamente, quasi in punta di piedi, lasciando una domanda sospesa nell'aria. "Le cose che sai", il nuovo singolo di Nicola Ferrari, appartiene proprio a questa seconda categoria: un brano che parla di relazioni, di quello che crediamo di conoscere dell'altro e di tutto ciò che, nonostante la vicinanza, continua a sfuggirci.

Dal 4 settembre 2026 il singolo è in radio e rappresenta un nuovo importante tassello del percorso artistico di Nicola Ferrari, proseguendo la strada già tracciata con "Still in to me" e accompagnando il pubblico verso il completamento del suo secondo album.

Perché, in fondo, quanto conosciamo davvero la persona che abbiamo accanto?

È questa la domanda che sembra attraversare "Le cose che sai". Una domanda semplice soltanto in apparenza, perché dentro una relazione convivono certezze e misteri, parole dette e parole taciute, gesti che comprendiamo e silenzi che invece diventano impossibili da decifrare. Ci sono momenti in cui pensiamo di conoscere qualcuno fino in fondo e altri in cui scopriamo che esiste ancora un territorio inesplorato, fatto di pensieri, paure, desideri e verità che non avevamo mai visto.

Nicola Ferrari racconta proprio questa difficoltà: quella di comprendere e accettare ciò che ancora non riusciamo a conoscere dell'altro.

E lo fa attraverso il linguaggio che gli appartiene: il rock.

"Le cose che sai" mantiene infatti una direzione rock ben definita, ma nasce con una particolare attenzione alla dimensione live, quella che per Nicola rappresenta il luogo più autentico della musica. Un brano pensato non soltanto per essere ascoltato, ma per essere vissuto, respirato, condiviso davanti a un pubblico.

"Con questo brano stiamo portando avanti il completamento del nostro secondo album", racconta l'artista, sottolineando la volontà di proseguire lungo una precisa identità sonora, senza rinunciare alla forza dell'esibizione dal vivo.

Dietro il singolo c'è un lavoro corale. La produzione è firmata NF Records per Astralmusic, con arrangiamenti e direzione artistica di Francesco Mignogna e le chitarre di Francesco Sozzi. Il progetto grafico porta la firma di Digital Design, mentre la fotografia di copertina è di Licia Carpi. Il management è affidato a Francesca Mercury.

Anche le immagini diventano parte integrante del racconto. Il lyric video, firmato da Simone Gazzola, costruisce uno sfondo capace di dare luce alle parole del testo. Il suo lavoro, ormai presente in tutti i progetti di Nicola Ferrari, nasce da un'idea precisa: creare un dialogo tra ciò che vediamo e ciò che ascoltiamo.

Ogni volta riconoscibile, ma ogni volta diverso.

Come un viaggio nel quale ogni canzone rappresenta una nuova destinazione.

E forse proprio il viaggio è una delle parole più adatte per raccontare Nicola Ferrari.

Nato a Sassuolo il 16 ottobre 1990, Nicola si avvicina alla musica fin da giovanissimo, lasciandosi conquistare da mondi apparentemente diversi ma accomunati dalla stessa energia: Green Day, Oasis e Red Hot Chili Peppers, insieme ai grandi protagonisti del rock degli anni Settanta, dai Led Zeppelin ai Rolling Stones.

Durante gli anni del liceo fonda la sua prima band e sale sul palco come cantante e chitarrista, esibendosi nei locali e nei festival tra Reggio Emilia e Modena. All'inizio ci sono le cover, poi arriva la necessità di raccontare qualcosa di proprio. La musica cambia direzione e cominciano a nascere brani inediti, interamente scritti da lui.

Dopo quasi dieci anni trascorsi con il gruppo, nel 2014 intraprende un nuovo percorso, approfondendo lo studio del canto e della chitarra. Arrivano prima un duo, poi la scelta della carriera solista.

Una scelta che oggi rappresenta la sua dimensione espressiva più autentica.

Nel novembre 2024 pubblica un EP di sei brani, anticipando il primo album "Again", arrivato nel febbraio 2025 con quattordici tracce. Un progetto che racconta già la volontà di costruire un'identità musicale personale, capace di mettere insieme energia, introspezione e melodia.

Ma c'è un luogo nel quale tutto questo trova la sua forma più vera: il palco.

Nicola lo sa bene: "È sul palco che la musica vive davvero, ed è lì che posso condividere ciò che sento".

Una frase che non appare soltanto come una dichiarazione d'intenti, ma come la sintesi di un percorso.

E infatti il Tour 2026 "Your Time Is Now", titolo dell'ultimo EP, continua a portare il suo rock energico sui palchi di tutta Italia, tra collaborazioni, appuntamenti prestigiosi e nuovi brani presentati in anteprima.

Un viaggio che ha già attraversato importanti scenari: dall'opening a Morgan a Castel Bolognese al Live in Piazza Grande a Modena, dalla partecipazione all'Hard Rock Cafe di Firenze per Sanremo Rock&Trend all'opening a Beppe Carletti a Castel San Pietro, passando per Sanremo Estate 2026 e l'opening al RIM Rimini in Musica 2026 a Margherita Vicario e Lea Gavino. Fino al Teatro Ariston di Sanremo, per la Finalissima SanremoRock&Trend.

Tappe diverse, palchi diversi, emozioni diverse.

Ma una sola direzione.

Quella di una musica che vuole incontrare le persone.

"Le cose che sai" nasce quindi in un momento importante della carriera di Nicola Ferrari. È un singolo che guarda avanti, verso un nuovo album già in costruzione, attraverso cinque singoli pubblicati a cadenza mensile e un progetto che raccoglierà anche i brani dell'ultimo EP.

E mentre il percorso continua, resta quella domanda che dà senso alla canzone.

Quanto possiamo davvero conoscere chi amiamo?

Forse non esiste una risposta definitiva. Forse amare significa anche imparare a convivere con ciò che non comprendiamo, accettando che ogni persona conservi dentro di sé una parte impossibile da raggiungere completamente.

Ed è proprio lì, in quello spazio tra ciò che sappiamo e ciò che ancora ci sfugge, che Nicola Ferrari trova la materia più autentica per la sua musica.

"Le cose che sai" non pretende di sciogliere quel mistero.

Lo trasforma in una canzone.

E forse è proprio questo il potere del rock: prendere una domanda che ci portiamo dentro e darle voce, chitarre, ritmo e un palco sul quale, per qualche minuto, possiamo finalmente sentirci meno soli.

Share