QUANDO LA MENTE DIVENTA UN VORTICE, LA MUSICA PUÒ ESSERE L’UNICO MODO PER RITROVARE LA STRADA: MARCO CATCH RACCONTA LE FRAGILITÀ CHE CI ABITANO

04.11.2026

di Luisa Procopio

Ci sono momenti in cui la mente sembra non volerci concedere tregua. Pensieri che si accavallano, domande che rimangono senza risposta, aspettative che si trasformano in delusioni e quella sensazione difficile da spiegare di essere trascinati in una corrente dalla quale non sappiamo bene come uscire. È proprio in questo spazio fragile, fatto di inquietudini, contraddizioni e desiderio di ritrovare se stessi, che nasce "Vortice", il nuovo singolo di Marco Catch, in radio da venerdì 30 ottobre.

Un brano che non cerca di nascondere il disordine interiore, ma sceglie di guardarlo negli occhi, trasformandolo in musica e parole. Perché, a volte, il primo passo per ritrovare il proprio equilibrio è proprio quello di riconoscere di averlo perduto.

"Vortice" non è soltanto il racconto di una mente attraversata dal caos. È uno specchio nel quale ciascuno può ritrovare un frammento della propria storia. Chi non si è mai sentito almeno una volta sopraffatto dai pensieri? Chi non ha mai avuto la sensazione di correre senza sapere esattamente verso quale direzione, cercando risposte mentre tutto, dentro e fuori, sembra muoversi troppo velocemente? Marco Catch dà voce a queste sensazioni, costruendo un racconto musicale che si avvicina con delicatezza a una delle esperienze più universali dell'essere umano: la difficoltà di fare pace con se stessi.

Il brano si sviluppa attraverso un susseguirsi di sensazioni e domande aperte, restituendo l'immagine di un'inquietudine che non trova immediatamente una soluzione. Eppure, dentro questo movimento apparentemente senza fine, emerge un bisogno profondamente umano: fermarsi. Prendere fiato. Ritrovare uno spazio nel quale ascoltarsi, lontano dal rumore dei pensieri e dalle aspettative che spesso imponiamo a noi stessi.

È un invito a concedersi il tempo necessario, senza avere sempre la pretesa di comprendere tutto, risolvere tutto e dimostrare qualcosa. Perché non siamo obbligati ad avere sempre le risposte giuste. A volte abbiamo semplicemente bisogno di respirare.

"Vortice" è parte di "In 13 Minuti Scarsi", un EP composto da quattro brani che rappresentano un percorso introspettivo intorno alle aspettative, alle piccole disillusioni quotidiane e alla distanza, spesso dolorosa, tra ciò che immaginiamo e ciò che la realtà ci restituisce. Un progetto essenziale, nel quale la musica diventa uno strumento per osservare la vita senza filtri, accettandone anche le imperfezioni.

Le sonorità acustiche accompagnano una scrittura diretta e personale, lasciando spazio alle parole e alle emozioni. Non servono necessariamente grandi costruzioni per raccontare qualcosa di profondo: talvolta è proprio la semplicità a permettere a un messaggio di arrivare più lontano. In questo lavoro Marco Catch sembra voler instaurare un dialogo sincero con chi ascolta, senza imporre interpretazioni, ma lasciando che ognuno possa riconoscersi nelle immagini e nelle sensazioni evocate dalle canzoni.

Il titolo dell'EP, "In 13 Minuti Scarsi", racchiude idealmente un piccolo viaggio emotivo. Quattro brani, un tempo contenuto, ma uno spazio di riflessione che può diventare molto più ampio della sua durata. Perché la musica non si misura soltanto in minuti: si misura nelle emozioni che riesce a lasciare, nelle domande che fa nascere e in quelle parole che continuano a risuonare anche quando l'ultima nota si è spenta.

Dietro questo progetto c'è un artista che porta con sé una storia musicale ricca di esperienze e contaminazioni. Marco Catch è cantante e compositore attivo sulla scena musicale dai primi anni Duemila. Dal 2010 al 2015 è stato la voce dei Borderline, rock band con cui ha conquistato diversi riconoscimenti nel circuito underground, partecipando e vincendo contest importanti come Rock Targato Italia, Band of the Year e Zombie Rock. Un percorso che lo ha portato a esibirsi su palchi prestigiosi, tra cui l'Alcatraz di Milano e il Forum di Assago, luoghi che rappresentano tappe significative per chi coltiva il sogno di vivere la musica da protagonista.

Nel 2023 arriva una nuova consapevolezza: intraprendere un percorso solista. Una scelta che gli permette di esplorare una dimensione artistica più personale, nella quale l'esperienza rock maturata negli anni incontra un cantautorato sperimentale, fatto di ricerca, sensibilità e libertà espressiva.

Dal 2024 è inoltre la voce degli Oslavia, formazione alternative rock con cui continua a pubblicare nuova musica e a portare avanti un'intensa attività live. Due dimensioni artistiche che convivono e raccontano la versatilità di un musicista capace di attraversare linguaggi differenti, senza perdere il desiderio di sperimentare e mettersi in gioco.

Con "Vortice", Marco Catch sceglie una strada intima, mettendo al centro non soltanto la musica, ma soprattutto ciò che accade dentro ognuno di noi. La sua è una scrittura che non pretende di offrire ricette per la felicità, né soluzioni immediate alle inquietudini della vita. Piuttosto, apre una finestra su quelle fragilità che spesso nascondiamo, quasi fossero qualcosa di cui vergognarsi, quando invece fanno parte della nostra umanità.

Forse è proprio questo il valore più autentico del brano: ricordarci che anche nei momenti in cui tutto sembra confuso esiste la possibilità di ritrovare un punto fermo. Che non sempre bisogna combattere contro ogni pensiero, ma qualche volta imparare ad ascoltarlo, lasciarlo passare e concedersi il diritto di ricominciare.

Perché la vita non procede sempre in linea retta. Ci sono deviazioni, cadute, attese e sogni che cambiano forma. Ci sono giorni in cui ci sentiamo invincibili e altri in cui basterebbe soltanto un po' di silenzio per ritrovare noi stessi.

E allora, quando tutto diventa un vortice, forse la cosa più coraggiosa non è continuare a correre, ma trovare la forza di fermarsi.

Con "Vortice", Marco Catch ci accompagna proprio lì: nel cuore di quel disordine che, qualche volta, è necessario attraversare per ritrovare la propria direzione.

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