QUANDO LA MUSICA ACCENDE LE STRADE: IL VIAGGIO LIBERO E SENZA CONFINI DI DIGAONTHEMIC

18.09.2026

di Luisa Procopio

Ci sono canzoni che arrivano con la leggerezza dell'estate e altre che, sotto quella leggerezza, nascondono un viaggio molto più profondo. Canzoni che sembrano nate per accompagnare una notte, un tramonto, una strada verso il mare, e che invece finiscono per raccontare qualcosa che appartiene a tutti: il bisogno di sentirsi liberi.

È da questa sensazione che nasce "Soundbwoy", il nuovo singolo di Digaonthemic feat. Elia1991, prodotto da James Cella, estratto dall'album Cantautorap e in rotazione radiofonica dall'11 settembre 2026.

Bastano poche note per avere la sensazione che qualcosa si metta in movimento.

Non soltanto il corpo.

Anche la memoria.

Anche la voglia di partire.

"Soundbwoy" è un viaggio che comincia idealmente in Jamaica, attraversa il Salento e arriva fino alla laguna, annullando distanze geografiche e culturali attraverso quella lingua universale che non ha bisogno di traduzioni: la musica.

Il reggae e la dancehall, generi che hanno accompagnato una parte importante del percorso artistico di Digaonthemic, diventano qui il cuore pulsante del racconto. Il ritmo non è soltanto accompagnamento: diventa una forma di evasione, una porta spalancata verso una dimensione nella quale, almeno per qualche ora, la quotidianità sembra perdere il proprio peso.

E forse è proprio questo che l'estate rappresenta così bene.

La possibilità di fermare il tempo.

Di guardare il mare e pensare che tutto possa ancora succedere.

Di lasciare alle spalle, anche soltanto per una notte, ciò che ci tiene ancorati alla terra.

Digaonthemic lo racconta attraverso immagini semplici, dirette, evocative. I riferimenti alla cultura dancehall, i dreadlocks, il viaggio dalla Jamaica al Salento, il ritmo che attraversa le strade: tutto concorre a creare un'atmosfera nella quale il confine tra realtà e immaginazione diventa sempre più sottile.

E dentro questa dimensione arriva una frase che racchiude forse l'intera anima del brano:

"Cosa fa la musica? Riempie le strade, poi le illumina."

Non è soltanto una bella immagine.

È una dichiarazione d'intenti.

Perché la musica, quando è autentica, non rimane chiusa dentro una stanza. Esce. Cammina. Incontra le persone. Entra nei luoghi. Cambia il modo in cui guardiamo ciò che abbiamo intorno.

Una strada può diventare un ricordo.

Una barca può diventare un palco.

Una notte può sembrare infinita.

Un'estate può trasformarsi in una promessa.

E così "Soundbwoy" trova una dimensione visiva perfetta nel suo videoclip, realizzato a bordo di una barca a vela grazie all'ospitalità di Luca Bortoletti dell'Old School Garage e di Chiara.

Niente cartoline costruite.

Nessuna necessità di ricreare artificialmente un luogo lontano.

La dancehall arriva nel Nord Adriatico e trova una casa nuova tra acqua, vento, isole, laguna e mare aperto.

Il paesaggio diventa parte della canzone.

L'acqua accompagna il ritmo.

La barca diventa metafora di movimento.

E la distanza dalla terraferma sembra coincidere con una momentanea distanza da tutto ciò che, nella vita quotidiana, ci appesantisce.

Accanto a Digaonthemic c'è Elia1991, presente con una strofa e nell'outro, capace di aggiungere al brano una sfumatura ulteriore e di completare uno degli episodi più liberi e ritmici di Cantautorap.

Un incontro che nasce anche dalla stima personale.

Digaonthemic racconta di aver voluto coinvolgere Elia per ciò che, nel suo percorso, gli ha insegnato: l'umiltà, il talento, il modo di stare dentro la musica.

E poi c'è James Cella, produttore del brano e autore della produzione di sei tracce dell'album, che costruisce attorno alla voce e alle parole di Digaonthemic quell'atmosfera capace di far esplodere il concetto di "Soundbwoy".

Ma questo singolo non può essere raccontato senza parlare di Cantautorap.

Perché l'album è il luogo da cui tutto parte.

Nove tracce che attraversano memoria, amore, famiglia, critica sociale, viaggio e crescita personale. Un progetto nato senza schemi e senza la volontà di inseguire una tendenza.

Prima sono arrivate le parole.

La voce.

La metrica.

Le melodie.

Poi è arrivata la musica.

Un procedimento quasi istintivo, come se le canzoni fossero già lì, nascoste da qualche parte, aspettando soltanto di essere ascoltate.

Ed è proprio questo il senso più profondo del progetto.

Digaonthemic non cerca la perfezione.

Cerca la verità.

Lo dice lui stesso: "Non volevo fare un disco perfetto, volevo fare un disco vero."

Ed è una frase che racconta perfettamente il suo percorso.

Torinese di nascita e veneto d'adozione, Digaonthemic lavora alla propria musica dal 2010. Prima l'esperienza con i The Fox, poi dal 2020 la scelta di intraprendere una strada solista.

Rap, cantautorato, reggae, indie e contaminazioni urban convivono nella sua scrittura, senza che nessuno di questi mondi abbia bisogno di prevalere sull'altro.

Perché la sua musica non sembra voler scegliere.

Vuole raccontare.

E forse proprio per questo "Soundbwoy" riesce ad avere una leggerezza che non è superficialità.

È libertà.

È il diritto di lasciarsi trasportare dal ritmo.

Di uscire di casa.

Di salire su una barca.

Di guardare il cielo.

Di sentire una canzone e, per qualche minuto, dimenticare tutto.

La cosa sorprendente è che, mentre ascolti, quasi non ti accorgi che stai viaggiando.

Poi arriva il ritornello.

Il groove entra nella testa.

Il corpo segue.

E improvvisamente la strada sembra più luminosa.

Forse è questa la forza di "Soundbwoy".

Non promette di cambiare la vita.

Promette qualcosa di più semplice e forse più prezioso: cambiare, almeno per un momento, il modo in cui la guardiamo.

E quando una canzone riesce a farlo, allora ha già fatto qualcosa di importante.

Digaonthemic ha scelto di non stare dentro un genere.

Ha scelto di stare dentro una storia.

E "Soundbwoy" è una delle pagine più luminose di quella storia: una pagina fatta di reggae, dancehall, mare, viaggio, amicizia, libertà e quella voglia irrefrenabile di continuare a cercarsi.

Perché alla fine la musica è proprio questo.

Una strada che non sai dove ti porterà.

Una barca che si allontana dalla riva.

Una notte che sembra non finire.

E una luce che, mentre tutto intorno scorre, continua a illuminare la strada.

Dalla Jamaica al Salento, dalla laguna al cuore: quando arriva la musica, anche le distanze smettono di esistere.

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