QUEL "SÌ" CHE CONTINUA A VIVERE          Il V Trofeo "Ti Aido – L'Amore per la Vita": quando lo sport diventa un messaggio capace di salvare vite

25.06.2026

di Luisa Procopio

Ci sono partite che non si giocano su un campo da calcio.

Non hanno un arbitro, non prevedono tempi supplementari e spesso iniziano quando nessuno lo vorrebbe. Sono le partite combattute nei corridoi degli ospedali, nelle sale d'attesa, nelle notti infinite in cui una famiglia resta sospesa tra la paura e la speranza.

Sono le partite di chi aspetta un organo.

Di chi guarda il telefono ogni giorno sperando in una chiamata.

Di chi sa che da qualche parte esiste una possibilità di continuare a vivere, ma non sa se arriverà in tempo.

E poi c'è un altro lato di questa storia.

Un lato silenzioso, quasi invisibile.

È quello di famiglie che nel momento più difficile della loro esistenza trovano la forza di compiere il gesto più generoso che un essere umano possa immaginare.

Dire sì alla donazione.

Una parola semplice.

Due lettere appena.

Eppure quel "sì" può trasformarsi in un nuovo compleanno, in una nuova passeggiata, in un nuovo abbraccio, in una nuova partita giocata con gli amici, in un futuro che sembrava perduto per sempre.

Può trasformarsi in vita.

Quando si parla di donazione degli organi, spesso si pensa a qualcosa di lontano. Un tema che riguarda altri, che appartiene alle cronache, agli ospedali, alle storie che leggiamo sui giornali.

Ma la verità è diversa.

La verità è che nessuno di noi sa cosa gli riserverà il domani.

Nessuno può sapere se un giorno sarà lui, una persona amata, un figlio, una madre, un fratello o un amico ad aver bisogno di quel gesto.

Ed è proprio per questo che iniziative come il V Trofeo "Ti Aido – L'Amore per la Vita" assumono un significato che va ben oltre una manifestazione sportiva.

Perché dietro ogni maglia, dietro ogni pallone che rotola sull'erba, dietro ogni applauso che si alza dagli spalti, ci sono storie vere.

Storie di persone che hanno ricevuto una seconda possibilità.

Persone che oggi sorridono, lavorano, amano, fanno sport e costruiscono il proprio futuro grazie alla scelta coraggiosa di qualcuno che non hanno mai conosciuto.

Persone che rappresentano la testimonianza vivente di quanto un singolo gesto possa cambiare il destino di molte famiglie.

Il prossimo 4 luglio, al Centro Sportivo di via Papa Giovanni XXIII a Cantù, queste storie prenderanno forma davanti agli occhi di tutti.

Non sarà soltanto una giornata di sport.

Sarà una giornata di incontri.

Di emozioni.

Di riflessioni.

Di consapevolezza.

Si partirà alle 13 con l'apertura ufficiale della manifestazione e la presentazione dell'evento. Poco dopo sfileranno le squadre giovanili che hanno scelto di aderire a questo importante progetto: giovani atleti che rappresentano il futuro e che, attraverso lo sport, potranno diventare ambasciatori di una cultura fondata sulla solidarietà e sul rispetto della vita.

Ci sarà anche un momento particolarmente toccante con l'Inno Nazionale dedicato a Rebecca, simbolo di una storia che continua a vivere nel cuore di chi crede nel valore del dono.

Nel pomeriggio prenderà il via il torneo giovanile, ma il momento più atteso arriverà alle ore 16 con il "Big Match".

Una partita che sarà molto più di una semplice sfida calcistica.

Da una parte le Vecchie Glorie di Cantù.

Dall'altra la Nazionale Italiana Calcio Trapiantati.

Novanta minuti che racconteranno una verità straordinaria.

Ogni giocatore della Nazionale Trapiantati rappresenta una storia di rinascita.

Ogni corsa, ogni contrasto, ogni passaggio sarà la dimostrazione concreta che un trapianto non è la fine di qualcosa, ma l'inizio di una nuova vita.

Guardandoli giocare sarà impossibile non porsi una domanda:

Quanti di loro oggi sarebbero su quel campo se qualcuno non avesse detto sì alla donazione?

Forse è proprio questa la forza dello sport.

Rendere visibile ciò che spesso rimane nascosto.

Trasformare un concetto astratto in una testimonianza concreta.

Far comprendere senza bisogno di grandi discorsi quanto sia potente un gesto di generosità.

Ma la giornata non si fermerà al calcio.

Alle 19 sarà protagonista un altro momento di grande intensità emotiva: la presentazione del libro "Un cuore bruciato" di Patrizia Mercolino.

Un titolo che già da solo invita alla riflessione.

Una testimonianza che racconta dolore, speranza, coraggio e resilienza.

Perché dietro ogni esperienza legata alla malattia e alla rinascita esistono volti, emozioni e percorsi che meritano di essere ascoltati.

Ascoltare queste storie significa guardare la vita da una prospettiva diversa.

Significa comprendere quanto sia fragile l'esistenza e, allo stesso tempo, quanto possa essere straordinariamente forte la volontà di vivere.

Ed è forse proprio questo il cuore dell'intera manifestazione.

Ricordarci che la vita non può essere data per scontata.

Mai.

Viviamo in un'epoca in cui corriamo continuamente.

Ci lamentiamo per problemi che spesso si rivelano piccoli rispetto alle grandi sfide che altre persone affrontano ogni giorno.

Dimentichiamo il valore di un respiro, di una passeggiata, di una giornata trascorsa con chi amiamo.

Chi ha vissuto l'attesa di un trapianto sa bene quanto ogni singolo giorno possa diventare prezioso.

Sa cosa significa aspettare una telefonata che può cambiare tutto.

Sa cosa significa ricevere una seconda possibilità.

E soprattutto sa che quella possibilità nasce dalla generosità di qualcun altro.

La donazione degli organi è forse una delle più alte espressioni di umanità.

Non produce profitto.

Non genera vantaggi personali.

Non cerca riconoscimenti.

Eppure salva vite.

Salva famiglie.

Salva sogni.

Permette a bambini di crescere.

A genitori di restare accanto ai propri figli.

A giovani di costruire il proprio futuro.

A uomini e donne di continuare ad amare.

Ogni donatore lascia un'eredità che va oltre il tempo.

Continua a vivere nei sorrisi che ha contribuito a restituire.

Nei traguardi raggiunti da chi ha ricevuto il suo dono.

Negli abbracci che senza di lui non sarebbero mai esistiti.

Per questo il V Trofeo "Ti Aido – L'Amore per la Vita" non è soltanto un evento.

È un invito.

Un invito a fermarsi.

A riflettere.

A informarsi.

A parlarne in famiglia.

A chiedersi quale scelta vorremmo fare.

Perché la donazione non riguarda soltanto chi riceve.

Riguarda tutti noi.

Riguarda il tipo di società che vogliamo costruire.

Una società capace di trasformare il dolore in speranza.

La perdita in rinascita.

La fine di una storia nell'inizio di molte altre.

Alla fine della giornata verranno consegnati premi, riconoscimenti e saluti.

Ma il vero premio sarà invisibile.

Sarà negli occhi di chi tornerà a casa con una nuova consapevolezza.

Con una domanda in più nel cuore.

Con una riflessione che forse non aveva mai affrontato.

Perché, in fondo, la questione più importante non è cosa possiamo ricevere dalla vita.

La vera domanda è un'altra.

Se un giorno avessimo la possibilità di salvare qualcuno, sceglieremmo di farlo?

Forse la risposta a questa domanda potrebbe cambiare il destino di molte persone.

Forse potrebbe regalare un futuro a chi oggi sta aspettando.

Forse potrebbe trasformarsi in quel piccolo, semplice, immenso "sì" che continua a vivere per sempre.


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