RITA ZINGARIELLO, A MENTE SCALZA PER IMPARARE AD ABITARE IL TEMPO

07.10.2026

di Luisa Procopio

Ci sono momenti nella vita in cui smettere di cercare risposte diventa l'unico modo per cominciare davvero ad ascoltarsi. È proprio in quello spazio fragile e prezioso, sospeso tra ciò che è stato e ciò che ancora deve accadere, che nasce "A mente scalza", il nuovo album di Rita Zingariello, disponibile dal 9 ottobre 2026 in vinile e sulle piattaforme digitali di streaming.

Un titolo che sembra quasi un invito: togliere le scarpe, abbassare le difese, tornare a sentire il terreno sotto i piedi. Lasciare per un istante fuori dalla porta le certezze, le aspettative e quelle risposte già confezionate che spesso utilizziamo per proteggerci. E permettersi, semplicemente, di stare dentro alle domande.

Ad anticipare il disco è "Le balene di notte", in radio e sulle piattaforme digitali dal 2 ottobre. È la prima traccia dell'album e, non a caso, ne rappresenta anche una sorta di porta d'ingresso emotiva.

Rita guarda al tempo che passa e lo fa senza nascondersi. A poco più di quarant'anni si volta indietro e osserva ciò che non ha potuto cambiare, ciò che avrebbe forse potuto fare diversamente, gli errori, i dubbi, le occasioni perdute. Ma invece di combattere questi pensieri, sceglie di dar loro una forma.

Diventano balene.

Creature immense, silenziose, impossibili da trattenere. Pensieri che attraversano la mente con la stessa maestosità di qualcosa che non possiamo controllare, ma che possiamo imparare ad osservare.

È una metafora potente perché parla a tutti noi. Quante volte tentiamo di governare il passato? Quante volte torniamo con la mente a una scelta, a una parola non detta, a una strada che avremmo potuto percorrere diversamente?

Rita non promette di avere trovato una risposta. Fa qualcosa di più autentico: accetta che alcune cose non possano essere governate.

E lo fa anche attraverso la musica.

Quel particolare "bo bo bo bo bo" affidato al coro durante la registrazione diventa il rumore dei pensieri ingombranti, quasi un'onda sonora che traduce ciò che le parole da sole non riuscirebbero a raccontare.

Ma "Le balene di notte" non è soltanto una canzone. È anche un piccolo universo visivo.

Nel videoclip Rita naviga in un mare di carta a bordo di una gigantesca barca origami. Tutto nasce da un teatrino artigianale costruito attraverso il green screen: un mondo colorato e surreale nel quale compaiono un lupo, una scimmia, un fenicottero, un orso e un cervo, figure antropomorfe che accompagnano il viaggio della protagonista.

E poi ci sono le mani, quelle mani che piegano lentamente piccole barchette colorate.

È un'immagine delicata e profondissima: costruire con le proprie mani un mondo nel quale poter mettere ordine ai pensieri.

La barca attraversa l'alba, il giorno e infine la notte. Poi arriva alla riva.

Ed è proprio lì che qualcosa cambia.

La scenografia si interrompe, Rita scende dalla barca e torna nel mondo reale.

Il viaggio interiore è terminato. Non perché tutti i dubbi siano scomparsi, ma perché non è più necessario fuggire da essi.

È questo il cuore di "A mente scalza".

Un album di otto tracce che attraversa il tempo, le relazioni, la paura, la fiducia, l'amore, le fragilità, il desiderio e la capacità di ricominciare. Un racconto intimo nel quale Rita sceglie di mostrarsi senza corazze, affidandosi alla forza della scrittura d'autore, alla dimensione acustica e a una sensibilità jazz capace di creare atmosfere sospese e profonde.

Nel disco compaiono collaborazioni importanti con Ferruccio Spinetti, Ernesto Marciante, Fabrizio Bosso, i Flowing Chords di Margherita Flore e Valter Sivilotti.

La track-list diventa così una sorta di diario musicale: da Le balene di notte a Fidarsi, da Il giorno della festa a Malaluna, passando per Di silenzi, Inciampa pure, A mente scalza e Scivola.

Già nei titoli sembra di poter leggere un viaggio.

Fidarsi. Inciampare. Lasciare andare. Scivolare.

E forse proprio inciampare è una delle parole più importanti di questo progetto. Perché cadere non significa necessariamente perdere. A volte significa interrompere una corsa che non ci apparteneva più e trovare, proprio nell'imprevisto, la possibilità di cambiare direzione.

Rita Zingariello arriva a questo nuovo lavoro dopo quasi vent'anni di percorso artistico. Originaria di Gravina in Puglia, si avvicina alla musica fin da bambina attraverso lo studio del pianoforte, si diploma in canto nel 2005 e debutta nel 2008 con l'EP È alba.

Da allora la sua ricerca attraversa canzone d'autore, pop, jazz e arrangiamenti acustici, dando vita a diversi progetti discografici e a una carriera costellata di incontri, riconoscimenti e importanti collaborazioni.

Sul palco ha condiviso la musica con artisti come Gino Paoli, Danilo Rea, Paola Turci, Mario Venuti e PFM, oltre ad aver collaborato con Mogol. Il suo percorso è stato inoltre segnato da premi e riconoscimenti legati a manifestazioni come Sanremo Rock, Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, Frequenze Mediterranee e Biella Festival.

Ma oggi tutto sembra condurre verso questo nuovo capitolo.

"A mente scalza" non chiede all'ascoltatore di avere tutte le risposte. Gli chiede soltanto di ascoltare.

Ascoltare il tempo. Le proprie paure. I silenzi. Le cadute. I desideri. E quelle balene enormi che, ogni tanto, attraversano la mente senza chiedere il permesso.

Perché forse diventare adulti significa anche questo: smettere di voler controllare ogni onda e imparare finalmente a navigarla.

A piedi nudi.

Con la mente libera.

E con il coraggio, semplicemente, di ricominciare.

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