RUOTE NELLA STORIA, CUORE SENZA TEMPO: AL CASTELLO DI CASIGLIO L’ELEGANZA DIVENTA SOLIDARIETÀ

12.10.2026

di Luisa Procopio

Le auto d'epoca, il fascino intramontabile della moda e la forza di chi non smette di combattere si incontrano in una giornata speciale. Sabato 10 ottobre 2026, "Ruote nella Storia – Brianza, Beneficenza, Eleganza" ha trasformato il Castello di Casiglio in un palcoscenico di bellezza, amicizia e solidarietà, dedicando un momento intenso ad Angelo Colombo, presidente dell'associazione Gli Amici della Paraplegia.

Ci sono giornate che sembrano uscite da una fotografia d'altri tempi, capaci di riportarci in un mondo fatto di eleganza, dettagli preziosi e bellezza senza fretta. E poi ci sono giornate che, oltre a incantare gli occhi, riescono a toccare il cuore, ricordandoci che il vero valore di un evento non si misura soltanto nello splendore della sua cornice, ma soprattutto nelle emozioni che riesce a regalare e nei messaggi che lascia dentro ciascuno di noi.

Sabato 10 ottobre 2026, nella suggestiva atmosfera del Castello di Casiglio, è accaduto proprio questo. Il raduno motoristico culturale "Ruote nella Storia – Brianza, Beneficenza, Eleganza" ha riunito la passione per le automobili storiche, il fascino della moda e il desiderio di sostenere una causa importante, trasformando una manifestazione dedicata alla bellezza in un autentico racconto di umanità.

Una giornata in cui il passato ha incontrato il presente, lo stile si è intrecciato con la solidarietà e ogni protagonista ha contribuito a comporre un quadro nel quale la parola più importante è stata una sola: condivisione.

foto by ANDREA DI TOMMASO
foto by ANDREA DI TOMMASO

Il Castello di Casiglio, una cornice da sogno

A fare da scenografia a questo incontro tra storia, motori e moda è stato il Castello di Casiglio, luogo capace di regalare alla manifestazione un'atmosfera raffinata e senza tempo. Tra architetture suggestive, automobili d'epoca e abiti ispirati a decenni che hanno segnato la storia del costume, il pubblico ha potuto vivere un'esperienza nella quale ogni particolare sembrava raccontare una storia.

L'iniziativa ha coinvolto i territori di Novara, Sondrio e Como, uniti dalla passione per il patrimonio motoristico e dalla volontà di valorizzare cultura, tradizioni e solidarietà.

A rappresentare il mondo ACI erano presenti il presidente dell'Automobile Club Como, avvocato Enrico Gelpi, e il direttore, dottor Conforti, insieme ai rappresentanti degli Automobile Club di Sondrio Andrea Mariani e Novara con il Presidente l'avvocato Vittorio Cocito in una giornata che ha celebrato anche il valore della collaborazione tra territori.

Ma il vero protagonista è stato lo spirito dell'evento: quello di una comunità capace di ritrovarsi attorno a una passione comune e di trasformarla in un'occasione per fare del bene.

foto by ANDREA DI TOMMASO
foto by ANDREA DI TOMMASO

Le auto d'epoca: gioielli che custodiscono la memoria

Le automobili storiche non sono semplicemente veicoli che hanno attraversato il tempo. Sono testimoni di epoche, custodi di ricordi, simboli di un modo di vivere nel quale la cura dei dettagli e la bellezza delle forme avevano un posto speciale.

Ogni carrozzeria racconta un'epoca, ogni particolare richiama la maestria di chi ha saputo trasformare la meccanica in arte. Osservarle significa compiere un viaggio nella memoria, riscoprendo il fascino di un passato che continua a parlarci.

Tra le vetture presenti ha attirato l'attenzione anche una protagonista davvero speciale: la Citroën B2 Torpedo del 1925, ultracentenaria, di proprietà di Titti Valsecchi e Claudio Fusi.

Una presenza dal fascino straordinario, capace di rappresentare il valore della conservazione e dell'amore per il motorismo storico. Una vettura che porta con sé il respiro di un'altra epoca e che, ancora oggi, riesce a suscitare meraviglia, dimostrando quanto la passione possa mantenere viva la storia.

In un mondo che corre sempre più velocemente, queste automobili ci invitano a fermarci, osservare e riscoprire il piacere delle cose costruite con cura. Sono frammenti di memoria che continuano a viaggiare, accompagnando nuove generazioni alla scoperta di un patrimonio da proteggere e valorizzare.

Quando la moda incontra la storia

E se le auto hanno raccontato il fascino della strada, la moda ha portato in scena quello del tempo.

La sfilata di eleganza ha accompagnato il raduno con una suggestiva successione di abiti ispirati agli anni Venti, Trenta, Quaranta, Cinquanta e Sessanta. Le modelle, con la loro grazia e la loro eleganza, hanno dato vita a un viaggio attraverso decenni che hanno trasformato il modo di vestire, di esprimersi e di interpretare la femminilità.

Ogni abito ha evocato un mondo diverso: le linee raffinate degli anni Venti, il fascino sofisticato degli anni Trenta, la personalità degli anni Quaranta, la femminilità degli anni Cinquanta e l'energia innovativa degli anni Sessanta.

foto by ANDREA DI TOMMASO
foto by ANDREA DI TOMMASO

I tessuti, le silhouette e i dettagli hanno dialogato con le vetture storiche, creando un incontro armonioso tra due forme d'arte accomunate dalla stessa capacità di attraversare le generazioni senza perdere il proprio fascino.

Le modelle non hanno semplicemente indossato abiti: hanno interpretato atmosfere, riportato in vita suggestioni e dato movimento a una memoria fatta di immagini, stile ed emozioni.

A rendere possibile questo percorso è stato il contributo del Garage Storico di Titti Valsecchi e Claudio Fusi, che hanno messo generosamente a disposizione gli abiti della collezione.

A loro va un ringraziamento speciale per aver contribuito alla riuscita della sfilata, offrendo al pubblico la possibilità di ammirare capi capaci di raccontare la storia della moda con autenticità e ricercatezza.

Il loro contributo ha dimostrato come la passione, quando viene condivisa, possa trasformarsi in bellezza collettiva.

foto by ANDREA DI TOMMASO
foto by ANDREA DI TOMMASO

Angelo Colombo, il campione che non ha mai smesso di combattere

Eppure, tra tutte le immagini che hanno animato la giornata, ce n'è una che ha lasciato un segno particolarmente profondo. È quella dedicata ad Angelo Colombo, presidente dell'associazione Gli Amici della Paraplegia, protagonista di una storia di coraggio, determinazione e impegno nella ricerca scientifica.

Angelo non ha potuto essere presente sabato 10 ottobre al Castello di Casiglio. Nel mese di maggio è stato colto da un malore ed è tuttora ricoverato. La sua assenza, tuttavia, non ha impedito che il suo nome, la sua storia e il suo impegno fossero al centro di un momento di vicinanza e affetto.

Perché ci sono persone che riescono a essere presenti anche quando non possono esserci fisicamente. Persone la cui forza ha lasciato un'impronta così profonda da continuare a parlare attraverso i gesti, i ricordi e le iniziative di chi crede nei loro stessi valori.

La storia di Angelo Colombo è quella di un uomo che ha conosciuto il significato della lotta ben prima che la vita lo mettesse davanti alla prova più difficile.

Da giovane aveva scelto il ring, imparando che per combattere servono disciplina, coraggio e la capacità di rialzarsi dopo ogni colpo. Nel 1981 conquistò il titolo di campione lombardo dilettanti dei pesi welter. La boxe gli aveva insegnato a non arrendersi, a guardare in faccia le difficoltà e a trovare dentro di sé la forza per affrontarle.

Poi, il 5 febbraio 1991, la sua vita cambiò improvvisamente. Una caduta da un'impalcatura, mentre lavorava, gli provocò una grave lesione al midollo spinale e la paraplegia agli arti inferiori. Da quel momento, il ring non fu più quello di prima. La sfida diventò diversa, più dura, più lunga e senza un gong capace di decretarne la fine.

Ma Angelo non smise di combattere.

La sua determinazione si trasformò in un impegno concreto a favore della ricerca scientifica sulle lesioni del midollo spinale. Scelse di mettere la propria esperienza al servizio di una causa più grande, sostenendo la ricerca e contribuendo a diffondere conoscenza e speranza. Nel 1994 si sottopose a un intervento sperimentale presso gli Ospedali Civili di Brescia, nell'ambito di un percorso di ricerca volto a recuperare, almeno parzialmente, alcune capacità motorie.

La sua vicenda personale è diventata testimonianza, impegno e responsabilità verso gli altri. Attraverso l'associazione Gli Amici della Paraplegia, Angelo ha continuato a promuovere iniziative per sostenere la ricerca, dimostrando che una difficoltà personale può diventare anche una spinta per aiutare altre persone.

La sua storia è raccontata anche nell'autobiografia Voglia di camminare, un titolo che racchiude molto più di un desiderio fisico: esprime la volontà di andare avanti, di credere nella ricerca e di non lasciare che una caduta diventi la fine di tutto.

È questo il significato più profondo del tributo che gli è stato dedicato al Castello di Casiglio. Non una semplice parentesi all'interno del programma, ma un momento per ricordare quanto sia importante sostenere chi combatte ogni giorno e chi lavora affinché la scienza possa aprire nuove possibilità.

Angelo, che ha conosciuto il ring e ne ha portato dentro di sé gli insegnamenti, continua a rappresentare l'immagine di un combattente. Oggi il suo avversario non è un pugile davanti a lui, ma una sfida più grande: trasformare la sofferenza in consapevolezza, la propria esperienza in aiuto e la speranza in un impegno condiviso.

E sabato, attraverso la lettera scritta da Angelo stesso con l'aiuto della nipote e l'affetto dei presenti, quel messaggio è tornato a farsi sentire con forza.

foto by ANDREA DI TOMMASO
foto by ANDREA DI TOMMASO

La bellezza più autentica è quella che sa donare

"Ruote nella Storia – Brianza, Beneficenza, Eleganza" ha saputo unire mondi apparentemente diversi: le automobili storiche, la moda, la cultura e la solidarietà. Ma, osservando il filo che ha legato ogni momento della manifestazione, si scopre che questi mondi hanno qualcosa in comune: la capacità di custodire storie e trasmetterle agli altri.

Le vetture hanno raccontato il valore della memoria. Gli abiti hanno restituito fascino a epoche lontane. Le modelle hanno dato vita a un viaggio nella storia dello stile. Il tributo ad Angelo Colombo ha ricordato che dietro ogni iniziativa importante devono esserci persone, sensibilità e attenzione verso chi affronta le difficoltà.

Un ringraziamento speciale va a Titti Valsecchi e Claudio Fusi, del Garage Storico, per aver messo a disposizione la loro collezione di abiti, contribuendo a rendere la sfilata un momento di autentica eleganza. La loro partecipazione ha arricchito l'evento, dimostrando come la passione per la moda e la storia possa diventare parte di un progetto dal significato sociale.

foto by ANDREA DI TOMMASO
foto by ANDREA DI TOMMASO

Un riconoscimento va anche agli organizzatori, ai rappresentanti istituzionali, alle modelle e a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della giornata, portando il proprio contributo a un'iniziativa capace di unire territori, sensibilità e passioni.

Al Castello di Casiglio, sabato 10 ottobre, non hanno sfilato soltanto automobili d'epoca e abiti raffinati. Hanno sfilato la generosità, l'amicizia, la memoria e il desiderio di esserci per gli altri.

E forse è proprio questo il segreto delle giornate destinate a rimanere nel cuore: la capacità di trasformare un evento in un incontro, una passerella in un messaggio, una passione in un gesto concreto di solidarietà.

Le auto hanno continuato idealmente il loro viaggio attraverso la storia. Gli abiti hanno fatto rivivere epoche indimenticabili. Ma il pensiero più intenso è rimasto rivolto ad Angelo Colombo, al suo coraggio e alla sua battaglia.

Perché il tempo può cambiare le strade, le persone e persino il modo in cui siamo costretti ad affrontare la vita. Ma non può cancellare la forza di chi sceglie di lottare e di mettere il proprio percorso al servizio degli altri.

A Casiglio, l'eleganza ha incontrato la solidarietà. E il messaggio più bello è stato questo: la vera grandezza non sta soltanto nel fascino di ciò che mostriamo, ma nell'amore, nella forza e nella speranza che sappiamo donare.

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