SERENA SCHINTU, LA VERITÀ CHE APPARE SOLTANTO QUANDO LA VITA SI GUARDA IN CONTROLUCE

17.09.2026

di Luisa Procopio

Ci sono persone che incontriamo ogni giorno e che ci sembrano forti. Le vediamo sorridere, lavorare, correre, rispondere "tutto bene" e andare avanti. Le osserviamo da lontano e immaginiamo che abbiano tutto sotto controllo. Poi, magari, scopriamo che dietro quel sorriso c'era una battaglia. Dietro una giornata apparentemente normale, una notte difficile. Dietro un semplice "sto bene", qualcosa che nessuno aveva saputo vedere.

È proprio lì, in quella distanza invisibile tra ciò che appare e ciò che realmente siamo, che nasce "La vita in controluce", il nuovo singolo della cantautrice sarda Serena Schintu, disponibile in radio dal 4 settembre 2026 per S-Music.

Un titolo che è già una dichiarazione d'intenti. Perché guardare la vita in controluce significa smettere, almeno per un momento, di fermarsi alla superficie. Significa osservare le persone oltre il loro volto, oltre le parole, oltre quelle maschere che spesso indossiamo per proteggerci. E provare finalmente a vedere la vera natura del cuore.

Serena Schintu sceglie di raccontare la quotidianità senza costruire grandi scenografie. Non servono gesti eclatanti, perché la vita vera spesso si nasconde nelle cose più semplici: una casa silenziosa, una strada percorsa ogni giorno, un mazzo di chiavi stretto forte nel pugno, una risposta automatica, un sorriso che forse costa più di quanto sembri.

Sono dettagli apparentemente insignificanti che, osservati con attenzione, possono raccontare intere esistenze.

"La vita in controluce" parla proprio di questo: della fragilità che può nascondersi dietro la normalità, della solitudine che può accompagnare anche le giornate più affollate, della malinconia che spesso non fa rumore.

E poi arriva una frase che sembra fotografare una delle grandi contraddizioni del nostro tempo: "Sembriamo forti solo visti da lontano".

È il cuore del brano.

Da lontano tutto appare più semplice. Le persone sembrano invincibili, le loro vite perfette, i loro sorrisi autentici e permanenti. Ma avvicinandosi, guardando davvero, possono emergere crepe, paure, stanchezze, domande senza risposta.

Perché siamo diventati così bravi a dire "sto bene" anche quando dentro stiamo combattendo una guerra?

Una guerra silenziosa, combattuta sotto pelle, che nessuno vede e che spesso non sappiamo nemmeno raccontare.

Serena Schintu non cerca di offrire risposte facili. Piuttosto, invita ad ascoltare. A osservare. A rallentare.

Ci ricorda che diventare grandi significa anche imparare ad affrontare la solitudine. Non necessariamente sconfiggerla, ma conoscerla, attraversarla, accettare che esistano momenti bui e che anche quei momenti facciano parte del nostro cammino.

Quel mazzo di chiavi stretto nel pugno diventa allora qualcosa di molto più grande di un semplice oggetto quotidiano. Diventa un simbolo. Il gesto di chi torna a casa da solo e deve trovare dentro di sé il coraggio di aprire quella porta. Il gesto di chi, nonostante tutto, continua ad andare avanti.

Ed è proprio nelle piccole cose che Serena sembra volerci invitare a cercare la felicità.

Una felicità che spesso rischiamo di non vedere perché siamo troppo impegnati a inseguire qualcos'altro. Un obiettivo, un successo, un'immagine, una vita che pensiamo debba essere diversa da quella che stiamo vivendo.

E invece la felicità può essere discreta.

Non fa rumore.

Non ha bisogno di essere esibita.

A volte passa accanto a noi senza chiedere nulla, mentre siamo distratti a cercare altrove qualcosa che forse avevamo già.

"La vita in controluce" diventa così anche una riflessione sul nostro modo di vivere il presente. Sulla necessità di fermarsi e guardare con occhi diversi ciò che abbiamo davanti.

Il messaggio di Serena è profondamente umano: non abbiamo bisogno di mostrarci invincibili. Non dobbiamo essere perfetti. Non dobbiamo necessariamente avere sempre una risposta pronta.

Possiamo semplicemente essere umani.

E possiamo prenderci cura delle nostre emozioni.

In un'epoca nella quale spesso tutto sembra dover essere mostrato, raccontato, condiviso e trasformato in immagine, Serena sceglie invece la strada della semplicità e dell'empatia. Ma non di un'empatia di facciata, utilizzata per ottenere qualcosa, bensì di quella autentica, capace di avvicinarsi all'altro senza giudicarlo.

Perché forse oggi abbiamo bisogno proprio di questo: di persone capaci di guardare oltre.

Il videoclip del brano, girato nelle Marche tra Tolentino e Treia, con la regia e il lavoro di filmmaker di Mattia Muccichini, accompagna questo viaggio visivo dentro la quotidianità, creando una dimensione capace di dialogare con il significato della canzone.

Ma "La vita in controluce" è anche il risultato di un percorso artistico che Serena Schintu porta avanti da anni.

Cantautrice, autrice delle proprie emozioni e delle proprie storie, Serena pubblica il suo album d'esordio "Ghiaccio" nel 2017. Quattro anni più tardi arriva "Miliardi di stelle", un album interamente scritto da lei.

Nel corso della sua carriera attraversa numerosi palchi, partecipa a programmi su network nazionali e conquista un importante riscontro radiofonico. Poi arrivano i singoli, uno dopo l'altro, come capitoli di un racconto in continua evoluzione: "Celeste" nel 2021, "Caraibi" e "Musica è Rivoluzione" nel 2022, "Tra le migliori leggende" e "Un altro spettacolo" nel 2023, "Il segno dei vincenti" e "Luna Park" nel 2024, "Destinazione" e "Oggi No" nel 2025, fino a "Come scintille" nel 2026.

Ogni canzone aggiunge un frammento.

Ogni frammento contribuisce a costruire un'identità.

E oggi Serena Schintu arriva con una canzone che sembra chiedere al pubblico qualcosa di molto semplice e, allo stesso tempo, molto difficile: guardare davvero.

Guardare chi abbiamo accanto.

Guardare noi stessi.

Guardare la vita senza pretendere che sia sempre luminosa.

Perché anche le ombre hanno qualcosa da raccontare.

E forse è proprio quando la luce ci arriva alle spalle che riusciamo finalmente a vedere ciò che prima non riuscivamo a distinguere.

La vera natura del cuore.

Le fragilità che abbiamo nascosto.

Le battaglie che nessuno conosce.

E quella felicità silenziosa che, magari, era lì da sempre.

Bastava soltanto smettere di correre.

E guardare la vita in controluce.

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