“Sospesa tra cielo e sogno: la Fashion Week Albania conquista il futuro dal 39° piano”

16.04.2026

di Luisa Procopio

Nel cuore pulsante di Tirana, sospesa tra cielo e sogni, la moda trova una nuova casa, un nuovo respiro, una nuova voce. Dal 10 al 12 aprile, il 39° piano del Downtown One — uno dei grattacieli più iconici e moderni dell'Albania, simbolo di rinascita urbana e visione contemporanea — si trasforma in un tempio della creatività. Qui, dove l'orizzonte si fonde con l'ambizione, si svolge la seconda edizione della Fashion Week Albania: un evento che non è soltanto una passerella, ma una dichiarazione d'intenti.

E al centro di tutto, come una forza silenziosa ma inarrestabile, c'è lei: Gentiana Dervishi.

Gentiana Dervishi
Gentiana Dervishi

Quando appare sul palco, avvolta in un abito nero e in un mantello che sembra custodire storie e battaglie, il messaggio è chiaro. Non è solo l'organizzatrice. È l'anima. L'eroina. La donna che dà forma a un sogno collettivo. In quel gesto, in quella presenza scenica, si racchiude tutto il significato di questa Fashion Week: coraggio, visione, protezione delle idee nuove. Gentiana non crea semplicemente un evento, ma costruisce uno spazio dove i sogni degli altri respirano.

Visionaria, carismatica, profondamente umana, è la dimostrazione vivente che la moda può essere un atto di amore verso il futuro.

Ad aprire la seconda edizione è Ezgi Ozalan, che sceglie il verde smeraldo come filo conduttore della sua collezione. Un colore potente, vivo, simbolo di rinascita e forza. I suoi abiti non sono semplicemente tessuti, ma dichiarazioni cromatiche. Il verde diventa energia, diventa speranza, diventa quasi una promessa: quella di una moda che osa, che non teme di farsi notare, che vibra.

Tra i momenti più evocativi emerge la visione di Armela Harizi, che porta in passerella una donna essenziale, autentica, profondamente connessa alla propria natura. Le sue modelle avanzano a piedi nudi, libere da ogni artificio, restituendo alla femminilità una dimensione primordiale e sincera. Quel dettaglio, apparentemente semplice, si trasforma in simbolo: il contatto diretto con la terra diventa radice, verità, identità. I piedi nudi raccontano una femminilità che non ha bisogno di elevarsi su tacchi per esistere, ma che trova la propria forza proprio nella connessione con ciò che è reale, imperfetto, vivo. È un ritorno all'essenza, un gesto quasi rituale che libera il corpo e, allo stesso tempo, lo riconsegna alla sua forma più pura di espressione. In quella nudità non c'è fragilità, ma potenza silenziosa.

Con Bettina Alili Huseni, la passerella si trasforma in un sogno. Trasparenze, tessuti delicati, linee eleganti: una collezione che parla di una donna consapevole, libera, che non chiede il permesso di essere sé stessa. Una femminilità che non si nasconde, ma si esprime con grazia e determinazione.

Poi arriva la magia inattesa, quella che scalda il cuore: la collezione di Elisabeta Katiaj e il suo brand DETE. Il 39° piano si riempie di luce, ma non quella dei riflettori: quella dei bambini. Piccoli protagonisti vestiti di azzurro, bianco, rosa, fucsia. Colori vivi, autentici, come la loro spontaneità. In questo momento, la moda smette di essere solo estetica per diventare emozione pura. È la celebrazione della vita, della leggerezza, della gioia che spesso gli adulti dimenticano. È un invito a guardare il mondo con occhi nuovi.

A seguire, Fabio Porliod porta in passerella una visione regale, eterea. Oro e bianco si intrecciano in creazioni impreziosite da cappelli e veli, come se ogni modella fosse una figura sospesa tra realtà e mito. I suoi abiti raccontano una femminilità solenne, quasi sacra, dove ogni dettaglio è un omaggio alla bellezza classica, ma reinterpretata con eleganza contemporanea.

A chiudere la prima giornata, Klarisa Vulaj lascia un segno forte e indelebile. Il rosso amaranto domina la scena, intenso, profondo, quasi viscerale. Un cuore e un drappo bianco rompono questa monocromia con un messaggio potente: amore, purezza, identità. La sua visione è chiara, diretta, emotiva. Un esempio perfetto di come il tessuto possa diventare linguaggio.

Il secondo giorno si apre con la forza narrativa di Etnik Shala, già noto per la sua presenza alla GX Fashion Week di Milano. La sua collezione è un racconto. Di cicatrici, di battaglie, di sogni mai abbandonati. I tessuti sembrano portare memoria, come se ogni cucitura fosse una traccia di vissuto. Non è solo moda, è testimonianza. Un invito a non dimenticare da dove veniamo.

Aslama Galicaj riporta in passerella la tradizione, reinterpretata con intelligenza. Gli occhiali, scelti come accessorio distintivo, diventano simbolo di una donna attenta, consapevole, che osserva il mondo senza rinunciare allo stile. Un equilibrio perfetto tra radici e modernità.

Con Delfina Dehari, la moda si immerge nelle profondità del mare. I dettagli luminosi ricordano i fondali, le creature nascoste, la bellezza silenziosa che si cela sotto la superficie. È una collezione che parla di radici, di introspezione, di quel viaggio interiore che spesso resta invisibile.

Marina Bonovic porta in passerella una dualità affascinante: il rosso della passione e il nero dell'eleganza. Due opposti che si incontrano, si completano, si esaltano. La sua donna è intensa, sofisticata, capace di essere fuoco e mistero allo stesso tempo.

E infine, come un ritorno alle origini, Xheksil Muca chiude con abiti da sposa che celebrano la tradizione. Il bianco non è solo un colore, ma un simbolo. Di cultura, di appartenenza, di identità. Le sue creazioni raccontano una storia fatta di rituali, di valori, di memoria collettiva.

Questa seconda edizione della Fashion Week Albania non è semplicemente un successo. È una conferma. Che la moda può essere molto più di ciò che appare. Può essere racconto, resistenza, sogno.

E tutto questo è possibile grazie a Gentiana Dervishi, che non porta in passerella solo abiti, ma anime. Stilisti con storie, con valori, con tradizioni nel cuore.

Dal 39° piano del Downtown One, la moda guarda lontano. E per tre giorni, l'Albania non è solo una nazione. È un'idea. Un'emozione. Un futuro che prende forma.

DOWNTOWN ONE TIRANA
DOWNTOWN ONE TIRANA

SEGUI ALBANIA FASHION WEEK SU 

Share