"STATO: INSTABILE": IL GRIDO SILENZIOSO DI UNA GENERAZIONE CHE CERCA DI RESTARE IN PIEDI

04.06.2026

di Luisa Procopio

C'è un momento, nella vita di tutti, in cui ci si sente sospesi. Troppo grandi per tornare indietro, troppo fragili per sapere davvero dove andare. Un momento in cui le certezze vacillano, le relazioni cambiano forma e il mondo sembra correre più veloce di quanto il cuore riesca a sopportare.

È proprio lì, in quel territorio incerto e profondamente umano, che nasce "Stato: Instabile", il primo EP degli Under One Hundred.

Non è soltanto una raccolta di canzoni. È una fotografia sincera di ciò che significa vivere oggi. Sei brani che non cercano scorciatoie, che non inseguono formule facili o maschere di perfezione. Al contrario, scelgono la strada più difficile: quella della verità.

Gli Under One Hundred arrivano da Vicenza e sono una delle realtà emergenti più interessanti del panorama indipendente italiano. Nati nell'estate del 2024, hanno costruito la propria identità musicale mescolando elementi apparentemente distanti tra loro: il rap old school, l'elettronica e una scrittura cantautorale capace di scavare nelle emozioni.

Il risultato è un linguaggio personale, riconoscibile e autentico.

In un periodo storico in cui tutto sembra dover essere immediato, filtrato e perfetto, gli Under One Hundred scelgono invece di raccontare le crepe.

Quelle che spesso nascondiamo.

Quelle che ci rendono umani.

Fin dal titolo, "Stato: Instabile" si presenta come una dichiarazione d'intenti. L'instabilità non viene vissuta come una debolezza, ma come una condizione condivisa. È la sensazione di chi cerca il proprio posto nel mondo mentre attorno tutto cambia velocemente. È il peso delle aspettative, il rumore costante dei social network, la difficoltà di costruire relazioni autentiche e il bisogno di trovare un equilibrio che sembra sempre sfuggire.

Ogni traccia rappresenta una sfumatura diversa di questo percorso.

"Siamo Solo Persone" apre il viaggio con una consapevolezza semplice e potentissima. Dietro i profili social, dietro le immagini perfette e le vite apparentemente impeccabili, ci sono esseri umani con paure, fragilità e sogni. È un invito a guardarsi negli occhi, a ricordarsi che nessuno è davvero immune dalle difficoltà.

Con "Ansia" il ritmo cambia e l'elettronica diventa protagonista. Le sonorità accompagnano perfettamente quella sensazione di inquietudine che sempre più persone conoscono bene. Non si tratta di raccontare l'ansia in modo didascalico, ma di trasformarla in esperienza sonora, quasi tangibile.

"Ne Vale La Pena" arriva come una luce che attraversa il buio. Non offre risposte semplici, ma suggerisce una riflessione importante: nonostante le cadute, nonostante le delusioni, esistono ancora motivi per continuare a credere nei propri sogni e nelle proprie possibilità.

Poi ci sono le sfumature più intime e profonde di "Lividi & Brividi", dove emozioni contrastanti convivono e si intrecciano. Perché crescere significa anche questo: imparare che il dolore e la bellezza spesso abitano lo stesso spazio.

Tra i momenti più intensi dell'EP spicca "Sto Nel Deserto". Qui il tono si fa più scuro, più rabbioso, più diretto. È il grido di chi si sente solo in mezzo alla folla, di chi cerca risposte e trova soltanto silenzi. Un brano che colpisce per la sua capacità di trasformare il disagio in energia espressiva.

A chiudere il percorso arriva "Ultime Luci", una traccia che lascia addosso una sensazione particolare. Non è una fine definitiva, ma piuttosto una pausa prima di ripartire. Come quando si osserva il tramonto sapendo che, da qualche parte, un nuovo giorno sta già iniziando.

Quello che rende davvero speciale "Stato: Instabile" non è soltanto la qualità delle produzioni o la varietà delle influenze musicali. È la sua capacità di generare immedesimazione.

Ascoltando questi brani, è difficile non ritrovare un pezzo di sé.

Perché gli Under One Hundred parlano di una generazione che vive costantemente connessa ma che spesso si sente sola. Una generazione che comunica attraverso uno schermo ma continua a cercare contatti autentici. Una generazione che affronta quotidianamente pressioni sociali, incertezze economiche e paure esistenziali, senza però rinunciare alla speranza.

Ed è proprio questa combinazione di vulnerabilità e resistenza a rendere il progetto così efficace.

Non c'è retorica.

Non ci sono pose.

C'è soltanto la volontà di raccontare la realtà per quello che è.

Con tutte le sue contraddizioni.

Con tutte le sue ferite.

Con tutta la sua bellezza.

In un mercato musicale sempre più affollato, dove spesso si rincorrono tendenze passeggere e numeri da classifica, gli Under One Hundred scelgono una strada diversa: quella dell'identità.

E forse è proprio questa la loro forza più grande.

Far sentire chi ascolta meno solo.

Perché alla fine, dietro ogni ansia, dietro ogni dubbio e dietro ogni momento di instabilità, resta una certezza semplice ma fondamentale: siamo tutti persone che stanno cercando di capire come attraversare il proprio tempo.

"Stato: Instabile" non promette soluzioni.

Fa qualcosa di più importante.

Ci ricorda che, anche quando ci sentiamo persi, qualcuno sta vivendo le nostre stesse emozioni.

E a volte, è proprio da lì che nasce la connessione più autentica.

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