STURZI, quando l’amore fa arrossire il cuore: la fragile bellezza di sentirsi impreparati alle emozioni

09.07.2026

di Luisa Procopio

Ci sono emozioni che arrivano senza bussare alla porta. Non fanno rumore, non hanno bisogno di grandi gesti, ma riescono a cambiare il modo in cui guardiamo il mondo. Sono quelle sensazioni difficili da spiegare, che ci fanno sorridere senza motivo, perdere un po' il controllo e riscoprire una parte di noi più fragile e autentica. È proprio in questo spazio sospeso tra imbarazzo e meraviglia che nasce "Mon Dieu", il nuovo singolo di STURZI, disponibile dal 16 giugno in radio e sulle piattaforme digitali.

Dietro il nome STURZI c'è Alessia Di Marcello, cantautrice classe 1996 originaria di Teramo, un'artista che ha scelto di fare della sincerità il centro della propria musica. La sua scrittura non cerca scorciatoie né maschere: racconta quello che spesso rimane nascosto, quei pensieri che attraversano la mente nei momenti più delicati e quelle emozioni che tutti viviamo ma che non sempre abbiamo il coraggio di raccontare.

Con "Mon Dieu", STURZI sceglie di parlare d'amore da una prospettiva insolita e profondamente umana. Non c'è la ricerca della perfezione, non c'è l'immagine patinata di un sentimento senza difetti. C'è invece la realtà: il battito accelerato, le parole che non arrivano, il timore di non sapere come comportarsi davanti a qualcosa di nuovo e inaspettato.

L'amore, nella sua canzone, diventa quasi un piccolo cortocircuito emotivo. Una sensazione che mette in difficoltà, che fa sorridere e allo stesso tempo lascia senza certezze. È quel momento in cui ci scopriamo vulnerabili, magari goffi, lontani dall'immagine sicura che vorremmo mostrare agli altri. Ed è proprio questa imperfezione a rendere tutto più vero.

"Mon Dieu" è un brano che parla a chi almeno una volta si è sentito impreparato davanti a un sentimento. A chi ha avuto paura di lasciarsi andare, a chi ha provato quella strana combinazione di entusiasmo e confusione che solo certe emozioni riescono a creare. STURZI trasforma una fragilità personale in un racconto collettivo, dimostrando che spesso ciò che ci rende più umani è proprio ciò che cerchiamo di nascondere.

Il percorso musicale di Alessia nasce da una formazione solida: diplomata in Pianoforte Classico, ha imparato a conoscere la musica prima ancora di usarla come linguaggio personale. Ma la tecnica, nel suo caso, non è mai stata un limite: è diventata uno strumento per dare forma all'istinto, alle intuizioni e alle storie che aveva bisogno di raccontare.

Dal 2017 porta avanti il suo progetto artistico, costruendo passo dopo passo un'identità riconoscibile. Le sue canzoni si muovono tra atmosfere indie-pop, parole taglienti e una sensibilità capace di osservare il presente con uno sguardo originale. STURZI non cerca di rientrare in una categoria precisa: preferisce creare uno spazio tutto suo, dove convivono ironia e introspezione, leggerezza e profondità.

La musica, per lei, è molto più di una semplice forma d'espressione. È il modo attraverso cui riesce a comunicare quando le parole da sole non bastano. È una presenza che accompagna i silenzi, che dà voce a emozioni difficili da spiegare e che diventa un luogo sicuro dove ritrovare se stessa.

Prima di "Mon Dieu", Alessia aveva pubblicato "Antimonio", un brano nato dal bisogno di dare forza a chi ha attraversato momenti complessi. Due canzoni diverse, ma unite dallo stesso filo conduttore: la volontà di trasformare ciò che si vive in qualcosa che possa raggiungere anche gli altri. Perché la sua musica parte dall'esperienza personale, ma non rimane mai chiusa dentro un racconto privato.

Nel suo futuro c'è il desiderio di continuare a scrivere, pubblicare nuova musica e magari raccogliere le sue storie in un EP o in un album. Un progetto che potrebbe rappresentare un ulteriore capitolo di un viaggio iniziato con curiosità e determinazione, guidato dalla voglia di raccontare senza filtri quello che accade dentro e intorno a noi.

Tra le artiste con cui sogna di collaborare ci sono nomi come Elisa, Levante e Margherita Vicario, interpreti che Alessia sente vicine per la capacità di trasformare emozioni e parole in immagini potenti. Un desiderio che racconta ancora una volta la sua idea di musica: non una semplice successione di note, ma un incontro tra anime, esperienze e sensibilità diverse.

Con "Mon Dieu", STURZI ci ricorda una cosa semplice ma preziosa: non dobbiamo sempre essere pronti, sicuri o perfetti per vivere qualcosa di bello. A volte basta lasciarsi sorprendere. Perché anche quel momento di esitazione, quel sorriso imbarazzato, quel "non so cosa dire" davanti a un'emozione nuova può diventare la parte più autentica della nostra storia.

E forse è proprio lì, in quella piccola goffaggine del cuore, che si nasconde la forma più sincera dell'amore.

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