Tiziano Galli: la felicità come atto di coraggio quotidiano

07.02.2026

di Luisa Procopio

Ieri era il Black Monday. Un giorno che porta già nel nome il colore della fatica, dei conti che non tornano, delle preoccupazioni che si accumulano. Ma la vera tristezza, quella profonda e senza data sul calendario, è arrivata oggi. Quando i pensieri diventano troppi, quando il rumore del mondo è insopportabile e l'unico desiderio è scappare lontano, magari su un'isola deserta, dove il dolore non trova strada.

Tra poco sarà un anno che Tiziano Galli se n'è andato. E il tempo, invece di lenire, a volte scava. Perché alcune assenze non si colmano: si imparano solo a portare.

Ho avuto la fortuna di conoscerlo. Per poco, è vero. Ma ci sono incontri che non hanno bisogno di durata per lasciare un segno profondo. Quel poco mi è bastato per capire molte cose. Di me. Degli altri. Della vita.

Era il 2022 quando ho incrociato il suo cammino, con la nascita di New Radio Seveso. Non conoscevo davvero il suo percorso, lo ammetto. Non sapevo fino in fondo chi fosse Tiziano Gallo, l'artista, l'uomo, il combattente. L'ho scoperto strada facendo, ascoltando più i silenzi che le parole, osservando più i gesti che i riflettori.

Quando l'ho incontrato stava già male. Ma non lo dava a vedere. Dentro di lui c'era un mostro che provava a divorarlo, giorno dopo giorno, ma non aveva il sopravvento. Tiz aveva imparato a tenergli testa. Con una forza che non faceva rumore. Con una dignità che non cercava compassione.

Non l'ho mai visto lamentarsi. Mai. Sempre con il sorriso, anche nelle giornate di pioggia, quelle fuori e quelle dentro. Fino alla fine.

Ed è allora che capisci davvero il senso di una frase che spesso sembra solo uno slogan: "La felicità è una scelta". Tiziano quella scelta la faceva ogni giorno. Non perché la vita fosse gentile con lui, ma proprio perché non lo era. Sceglieva di esserci, di donarsi, di non lasciare che il dolore definisse chi era.

Le persone non si incontrano mai per caso. Chi ha avuto la fortuna di incontrarti, Tiz, ha ricevuto un dono prezioso. Un insegnamento che non aveva bisogno di cattedre né di palchi: bastava guardarti vivere.

Oggi il mio umore è un po' down. Succede. Ma proprio oggi un amico — carissimo amico tuo — mi ha scritto una frase che mi ha colpito come un pugno gentile allo stomaco:

"Se non sono problemi inerenti la salute, fottitene: sono solo fastidi."

Ci ho pensato a lungo. E ho capito che sì, anche adesso, anche così, tu continui a impartire lezioni. Attraverso i ricordi. Attraverso le parole di chi ti ha voluto bene. Attraverso quella forza quieta che hai lasciato in eredità a chi ti ha incrociato anche solo per un tratto di strada.

Ciao Tiziano.

Grande uomo, prima ancora che artista. Perché gli artisti veri non sono solo quelli che salgono su un palco: sono quelli che creano bellezza anche nel dolore, luce anche quando tutto intorno è buio.

E tu, nell'anima, lo sei stato davvero.