TIZIANO LUGLI, QUANDO L’AMORE SEMBRA SEMPRE LA STESSA STORIA: “GOTTA GO AWAY” È IL CORAGGIO DI ANDARSENE
di Luisa Procopio
Ci sono storie che finiscono. E poi ci sono storie che finiscono sempre nello stesso modo.
Cambiano i nomi, cambiano i volti, cambiano le circostanze, ma alla fine ci si ritrova ancora una volta davanti allo stesso punto interrogativo: come è possibile che sia successo di nuovo?
È proprio da questa domanda, sospesa tra disillusione e ironia, che nasce "Gotta Go Away", il nuovo singolo di Tiziano Lugli, cantante, musicista e produttore italiano con base a Los Angeles, disponibile in radio da venerdì 18 settembre e sulle principali piattaforme digitali.
Ma Gotta Go Away non è semplicemente una canzone sulle delusioni d'amore. È qualcosa di più sottile: è il racconto di quella particolare forma di consapevolezza che arriva quando ci si accorge di aver percorso, ancora una volta, una strada che sembrava nuova e che invece conduceva esattamente nello stesso posto.

Perché quando siamo piccoli qualcuno ci racconta che, prima o poi, arriverà la persona giusta. Quella che riconosceremo immediatamente. Quella capace di farci battere il cuore, di cambiare le nostre giornate, di trasformare un incontro in una certezza.
Poi cresciamo.
E scopriamo che, qualche volta, quella certezza può essere soltanto un'illusione.
Ci si innamora di uno sguardo, di una voce, di una serata, di una promessa appena accennata. Si pensa che stavolta sia diverso. Che quella persona possa essere finalmente quella giusta. E invece, poco alla volta, le aspettative lasciano spazio alla realtà.
In Gotta Go Away questa dinamica prende forma attraverso tre nomi: Juliet, Suzette e Marysol. Tre incontri, tre storie, tre possibilità che sembrano avere qualcosa di speciale. Eppure, nonostante cambino le protagoniste, il finale sembra essere scritto in anticipo.
È qui che Tiziano Lugli riesce a trasformare una situazione potenzialmente amara in un racconto leggero, ironico e sorprendentemente umano.
Perché l'amore, quando non funziona, può lasciare ferite. Ma può anche insegnare a guardarsi allo specchio e a sorridere delle proprie ingenuità.
Nel brano emerge infatti il lato meno patinato delle relazioni: quello fatto di aspettative diverse, desideri che non coincidono e persone che cercano emozioni senza necessariamente voler costruire qualcosa.
Il protagonista si trova così dentro una sorta di gioco nel quale sembra sempre esserci qualcuno disposto a vivere il momento, ma non necessariamente a condividere ciò che viene dopo.
E allora arriva quella frase che diventa quasi una confessione: "Maybe it's my fault".
Forse è colpa mia.
Una frase semplice, ma capace di cambiare completamente prospettiva.
Perché puntare il dito contro l'altra persona sarebbe facile. Molto più difficile è chiedersi se, in qualche modo, siamo anche noi a ripetere gli stessi schemi. Se continuiamo a cercare qualcosa di diverso scegliendo, inconsapevolmente, situazioni che finiscono per assomigliarsi.
È una domanda che riguarda l'amore, ma non soltanto l'amore.
Riguarda tutti quei momenti della vita nei quali ci accorgiamo di essere tornati esattamente al punto da cui eravamo partiti.
Tiziano Lugli racconta questa consapevolezza senza appesantirla, scegliendo invece la strada dell'ironia e della leggerezza. Ed è proprio questo uno degli elementi più interessanti del singolo: dietro il sorriso c'è una riflessione molto reale.
«Da piccoli ti raccontano che quando arriva l'amore lo capisci subito. Poi cresci e scopri che puoi esserne convinto più di una volta, e puntualmente sbagliarti», racconta Tiziano Lugli. «In questo pezzo c'è la frustrazione di ritrovarsi sempre allo stesso punto, ma anche la voglia di riderci sopra.»
Ed è forse proprio qui che Gotta Go Away trova la sua anima.
Non serve sempre una grande scena finale. Non servono porte sbattute, recriminazioni o drammi. A volte basta semplicemente capire che una storia non sta andando nella direzione che speravamo e trovare la forza di fare un passo indietro.
Gotta go away. Bisogna andare via.
Non come una fuga, ma come una scelta.
Andarsene può significare smettere di aspettare qualcosa da qualcuno che non può darcelo. Può significare interrompere un meccanismo che si ripete. Può voler dire, semplicemente, scegliere finalmente se stessi.
E così quella frase, apparentemente semplice, assume un significato molto più profondo: non è soltanto la conclusione di una relazione, ma il punto di partenza per cambiare qualcosa.
Con questo nuovo singolo, Tiziano Lugli prosegue il proprio percorso artistico portando nella musica una storia personale ma universale, capace di parlare a chiunque abbia mai pensato, almeno una volta: "Questa volta sarà diverso".
Cantante, musicista e produttore italiano, Lugli ha costruito il proprio percorso tra Italia e Stati Uniti, sviluppando parallelamente un'attività internazionale nel mondo della fotografia e della regia, tra moda e intrattenimento. Una dimensione artistica poliedrica che accompagna il suo percorso musicale e che trova in Gotta Go Away un nuovo capitolo.
Il singolo arriva così con una promessa precisa: raccontare una delle grandi contraddizioni dell'amore senza prendersi troppo sul serio.
Perché forse crescere significa anche questo: imparare che non tutte le persone che incontriamo sono destinate a restare, che non ogni scintilla diventa un incendio e che, qualche volta, la storia più importante è quella che finalmente decidiamo di non ripetere.
E quando arriva il momento di capire che il finale sarà ancora una volta lo stesso, non resta che sorridere, prendere fiato e pronunciare quelle quattro parole che racchiudono tutta la filosofia del brano:
"Gotta Go Away".
Perché a volte, per trovare una strada nuova, bisogna semplicemente avere il coraggio di lasciare quella vecchia.