“UN’ALTRA ME”, IL CORAGGIO DI PERDERSI PER RITROVARSI: NADIA BASSANO TRASFORMA IL VIAGGIO PIÙ DIFFICILE, QUELLO VERSO SE STESSI, IN UNA CANZONE CHE TOCCA L’ANIMA
di Luisa Procopio
Dal 2 ottobre in radio e in digitale, il nuovo singolo della cantautrice è un invito a lasciare il porto sicuro, attraversare le proprie paure e cercare, oltre il mare dell'incertezza, la persona che si è sempre desiderato diventare.
Ci sono momenti nella vita in cui lo specchio restituisce un'immagine familiare, eppure qualcosa dentro di noi non si riconosce più. Il volto è lo stesso, le giornate scorrono secondo abitudini consolidate, le persone intorno continuano a chiamarci con il nostro nome. Ma nel silenzio, quando il rumore del mondo si attenua, nasce una domanda impossibile da ignorare: sono davvero la persona che voglio essere? È proprio da questa crepa invisibile, da quel bisogno profondo di cambiare senza sapere ancora dove andare, che prende forma "Un'altra me", il nuovo singolo di Nadia Bassano, disponibile dal 2 ottobre in radio e sulle piattaforme digitali per One Publishing E Music.

Non è soltanto una canzone. È una confessione che diventa musica, una mano tesa a chi si è sentito almeno una volta prigioniero di una vita che non gli appartiene più del tutto. È il racconto di quella soglia fragile e potentissima che separa il semplice sopravvivere dal desiderio autentico di vivere. Perché, a volte, continuare a fare ciò che conosciamo sembra la scelta più rassicurante, ma può trasformarsi lentamente in una rinuncia a noi stessi. E allora arriva il momento di fermarsi, ascoltare quella voce interiore che abbiamo cercato di mettere a tacere e trovare il coraggio di partire.
Scritta da Nadia Bassano insieme a Gianni Errera, che ne ha curato anche l'arrangiamento e la produzione, "Un'altra me" utilizza la metafora del viaggio per raccontare una trasformazione che comincia dentro. Non servono necessariamente valigie, biglietti o destinazioni lontane: il viaggio più difficile può iniziare restando immobili, nel momento in cui decidiamo di non mentire più a noi stessi. Significa riconoscere ciò che ci fa male, accettare che alcune certezze non ci bastano più e comprendere che cambiare strada non vuol dire aver fallito. Vuol dire, qualche volta, aver finalmente trovato il coraggio di scegliere.
Nelle parole di Nadia, il senso del brano si raccoglie in un'immagine evocativa: andare "oltre il mare". Davanti a noi c'è l'orizzonte, immenso e sconosciuto; alle nostre spalle, il porto sicuro, con tutto ciò che conosciamo e che, nonostante le ferite, continuiamo a chiamare casa. Lasciare quel porto può fare paura. Significa rinunciare a una parte della nostra storia, abbandonare abitudini che ci hanno protetto e accettare di non sapere cosa ci aspetta. Ma è proprio lì, in quel tratto di mare che non abbiamo ancora attraversato, che potrebbe nascondersi la possibilità di ricominciare.
Perdersi per ritrovarsi: poche parole riescono a esprimere con tanta intensità il paradosso del cambiamento. Perché non sempre ritrovarsi significa tornare indietro, recuperare chi eravamo o ricomporre ciò che si è spezzato. A volte significa avere il coraggio di diventare qualcuno di nuovo, concedersi il diritto di cambiare idea, desideri, prospettive. Significa smettere di vivere per soddisfare aspettative che non sentiamo più nostre e cominciare, finalmente, ad ascoltare ciò che il cuore prova a dirci da tempo.

È in questa dimensione intima che la voce di Nadia Bassano trova il terreno ideale per esprimersi. Artista poliedrica, cresciuta davanti a un pianoforte e formata attraverso lo studio del canto moderno in conservatorio, Nadia ha costruito negli anni un'identità musicale che intreccia le radici calde dell'R&B con le atmosfere sofisticate del Neo Soul. La sua è una ricerca che non si accontenta della superficie: scava nelle sfumature, gioca con le armonie, valorizza gli arrangiamenti vocali e lascia che la voce diventi uno strumento capace di raccontare emozioni anche quando le parole sembrano non bastare.
Il suo percorso attraversa esperienze differenti, dalla prima incisione in studio nel 2006 con la band Mexican Radio, nel progetto country-rock "Blinding Lights", alle collaborazioni con il bassista bresciano Marco Giubileo, con cui ha lavorato su brani inediti dalle sonorità R&B e jazz-fusion. Esperienze che hanno contribuito a rafforzare una sensibilità artistica fatta di sperimentazione, tecnica e desiderio di trovare una cifra personale.
Negli anni, questa ricerca ha incontrato importanti riconoscimenti. Nel 2025 Nadia è stata finalista ad A Voice for Europe, ha ricevuto una menzione speciale al Premio Lunezia per il testo di "Fisica senza Retorica" e ha conquistato il secondo posto a Sanremo Rock & Trend, nella sezione Trend, esibendosi come cantautrice e interprete solista sul palco del Teatro Ariston. Nel 2026 ha raggiunto la semifinale del Dreaming San Marino Song Contest e il secondo posto al Fatti Sentire Festival, trasmesso su Rai 2, oltre a un nuovo secondo posto a Sanremo Rock.
Traguardi che raccontano determinazione e talento, ma che non esauriscono il significato del suo percorso. Perché dietro ogni risultato esiste una storia fatta di tentativi, attese, studio e fiducia da rinnovare. E forse è proprio questa consapevolezza a rendere "Un'altra me" così vicina a chi ascolta: il cambiamento non arriva sempre con grandi annunci. Spesso nasce da una scelta silenziosa, da una ferita che smette di essere soltanto dolore e diventa il punto da cui ripartire.
Il singolo apre il percorso verso il primo EP di inediti in italiano di Nadia, realizzato con Gianni Errera e lo Studio One Publishing E Music di Roma. Un progetto che mette al centro la voce, le sonorità new soul e R&B e testi capaci di offrire prospettive nuove, autentiche, vive. Una dichiarazione d'intenti per un'artista che desidera raccontare la realtà attraverso il proprio sguardo, senza rinunciare alla complessità delle emozioni.
E allora "Un'altra me" diventa qualcosa di più di una canzone sul cambiamento. Diventa una domanda rivolta a ciascuno di noi: quante volte abbiamo rinunciato a un desiderio per paura di perdere ciò che avevamo? Quante volte abbiamo confuso la sicurezza con la felicità, la consuetudine con l'amore, il restare con il sentirci davvero al nostro posto?

Forse non esiste una risposta semplice. E forse non è nemmeno necessario averla subito. A volte basta riconoscere che dentro di noi esiste ancora una parte che sogna, che aspetta, che chiede spazio. Una parte che non vuole più limitarsi a resistere, ma desidera respirare a pieni polmoni, anche rischiando di sbagliare.
Dal 2 ottobre, con "Un'altra me", Nadia Bassano ci accompagna proprio fin lì: davanti a quel mare che fa paura e promette possibilità, dove il passato non scompare, ma smette di decidere tutto il nostro futuro.
Perché non sempre possiamo scegliere il vento, né conoscere in anticipo la destinazione. Ma possiamo scegliere di spiegare le vele. E qualche volta, per tornare davvero a casa, dobbiamo avere il coraggio di partire da noi stessi.
