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C'è un momento, quando si apre una scatola o si sfoglia un librogame, in cui il tempo rallenta. Le regole diventano un pretesto, i dadi smettono di essere numeri e iniziano a raccontare storie. È esattamente in quello spazio sospeso che nasce Herne Fun Hunters, etichetta creativa indipendente italiana fondata da Moreno Pollastri ed Elena Mattavelli...

Valentino Garavani si è spento ieri all'età di 93 anni. Con lui scompare una delle figure più alte e riconoscibili della cultura italiana del Novecento, un maestro assoluto che ha portato l'eleganza del nostro Paese sulle passerelle del mondo, trasformandola in linguaggio universale.
Definito da sempre l'imperatore della moda, Valentino non è stato...

Se ne va in silenzio Tony Dallara, e con lui un pezzo di quell'Italia che stava imparando a guardare al futuro con occhi nuovi. Se ne va una voce che ha attraversato le radio a valvole, i jukebox dei bar, le prime televisioni in bianco e nero, lasciando una traccia profonda nella memoria collettiva di più generazioni.

Ci sono canzoni che non nascono per piacere. Nascono per restare.
"Più forte di me", il nuovo singolo di Barf in radio dal 16 gennaio 2026, è una di quelle. Un brano che non cerca l'effetto, non alza la voce, non strizza l'occhio alle mode: sceglie invece la strada più difficile, quella della verità.

Ci sono momenti in cui la vita chiede una pausa. Non una fuga, non una resa. Una sosta vera. Di quelle che non fai per stanchezza, ma per sopravvivenza emotiva. PIT-STOP nasce esattamente lì: nello spazio fragile e potentissimo tra un pensiero non detto e il coraggio di ascoltarlo.

Ci sono canzoni che si ascoltano. E poi ci sono canzoni che si sentono addosso, come un respiro che ti attraversa il petto e ti ricorda che sei vivo. "Maisha", il nuovo singolo di Maiisha, appartiene senza esitazione alla seconda categoria. Non nasce per intrattenere, ma per toccare. Non chiede attenzione: la prende, con dolcezza e verità.

Non è un marchio. Non è un concept studiato a tavolino. Papavero Blu è una persona. È Dea. E in un'epoca in cui tutto tende a essere impacchettato, definito, separato, questa affermazione ha il peso di una dichiarazione di identità.

Ci sono uomini che non entrano nel cinema dalla porta principale. Lo attraversano. Come un confine, come una notte da superare, come una promessa fatta a se stessi. Antonjo Gjonaj appartiene a questa rara geografia umana: quella di chi non recita soltanto un ruolo, ma abita le storie, le ascolta respirare, le accompagna fino a diventare memoria.