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C'è una neve che cade leggera, quella delle Olimpiadi che si avvicinano, delle immagini patinate, delle montagne che sembrano cartoline. E poi c'è una neve più pesante, che scricchiola sotto i passi di un bambino costretto a camminare per sei chilometri, da solo, nel freddo, fino a casa. C'è il calore di un falò acceso per salutare l'inverno e c'è...

C'è una voce che arriva prima delle parole. Una voce ruvida, vissuta, che graffia l'aria e allo stesso tempo la accarezza. È la voce di Michele Minneci, cantautore comasco, frontman di una delle tribute band di Ligabue più intense e credibili del panorama italiano, ma soprattutto artista che non ha mai smesso di cercare se stesso dentro la musica....

Nata a Firenze nel 2017, VIOLET BLEND ha saputo trasformare il rumore in voce e la rabbia in consapevolezza. Non una semplice band metal, ma un progetto artistico e umano che fin dagli esordi ha scelto di andare oltre i confini del genere, usando la musica come linguaggio diretto, crudo e autentico per raccontare ciò che spesso resta...

Ci sono libri che nascono per raccontare una storia e altri che nascono pertenere insieme le persone. La casa delle mele, l'ultimo lavoro di Franco Bagnasco, appartiene decisamente alla seconda categoria. Non è un'autobiografia in senso stretto, né un memoir patinato di vita pubblica. È piuttosto una stanza aperta, una casa appunto, dentro cui il...

Ci sono giorni che non appartengono al calendario, ma alla coscienza. La Giornata della Memoria è uno di questi: non si limita a ricordare, ma interroga. Non chiede solo attenzione, ma responsabilità. È il giorno in cui il tempo si ferma per guardare negli occhi la ferita più profonda del Novecento, quella che ancora pulsa sotto la pelle della...

Ci sono voci che non si limitano a cantare. Voci che accarezzano, che entrano in punta di piedi e lasciano una traccia profonda. Barbara Bert è una di quelle artiste che non inseguono la musica: la vivono, la respirano, la trasformano in racconto.

Ci sono debutti che arrivano come un'esplosione e altri che assomigliano a un passo misurato, quasi silenzioso. Quello di Ilema appartiene decisamente alla seconda categoria. "Briciole di te" non chiede attenzione: la reclama con discrezione, lasciando che sia l'ascoltatore a fermarsi, a riconoscersi, a restare.